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Questione eBooks: Apple definisce ‘illegale’ il nuovo provvedimento proposto dal Dipartimento di Giustizia



Sembrava ormai essersi placata e destinata a chiudersi flebilmente con qualche multa la vicenda legale che accusa Apple di creazione di cartello sul prezzo degli eBooks, e invece non è affatto così, anzi. Il Dipartimento della Giustizia degli USA (DOJ) ha proposto una soluzione tempestiva davvero molto severa per porre parzialmente fine alla questione, definita da Apple addirittura “illegale e senza precedenti”. Vediamo perché.

eBook

Mentre i silenzi, i Rumors, e l’estate in genere ci distraevano, il DOJ ha proposto a 3 dei 5 editori più collaborativi accusati di complicità, ovvero Hachette Book Group, HarperCollins Publishers, e Simon & Schuster, una soluzione per far si che quantomeno le parti produttive tornassero a svolgere i propri obiettivi uscendo finalmente dalla questione. Di che soluzione parliamo? Rescissione immediata del contratto con Apple (strumento ritenuto fondamentale nell’attuazione delle pratiche anticoncorrenziali) e conseguenti due anni di allontanamento dallo stesso modello di distribuzione.

Sebbene ormai limitare i danni agli editori faccia sicuramente comodo, casa Cupertino non ci sta, e lo rende noto in un documento inviato alla Corte distrettuale di New York. Nel suddetto testo i legali della Mela esprimono con enfasi che tale accordo proposto dal DOJ sia “fondamentalmente ingiusto, illegale, e senza precedenti”, dato che effettivamente costringerebbe a subire una parte di pena senza alcun verdetto finale in proprio sfavore.

Dall’esterno, anche se la società dovesse effettivamente essere colpevole, senza un giudizio è abbastanza evidente che il provvedimento proposto sia un po’ ingiusto, non trovate? Apple spiega anche perché questo sia stato proposto, avanzando in modo diretto alcune accuse. A quanto pare, secondo un’indagine svolta dalla società accusata, alle basi di questo processo vi è la posizione non corretta di Amazon. Quest’ultima avrebbe depositato alcune versioni riguardanti svariati avvenimenti che devono essere ancora analizzate. Inoltre è l’unica azienda implicata alla quale è stata richiesta una quantità minima di documenti privati rispetto a tutte le altre, e l’unica ad aver testimoniato senza alcun giuramento.

Le accuse di Apple sembrerebbero lasciar intendere una sorta di ruolo di parte integrante da parte di Amazon nell’operato del Dipartimento della Giustizia, ma non abbiamo altri dettagli in merito; l’organo dovrebbe rispondere a breve alle accuse. Attendiamo evoluzioni anche dalla Corte distrettuale di New York.

Via | Macity

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9 Commenti

  1. La DOJ ha veramente esagerato, non c’e dubbio

    • Che abbiano fatto cartello mi pare grave, e tu a difenderli pure, dopotutto siamo noi a pagare il surplus. Amazon mi pare che in questo caso denunciando abbia fatto il giusto. Non penso che quest editori smetteranno di vendere tramite apple, semplicemente si regoleranno

      • Ma stai a parlare di cartello sullo store di Apple? Quanto paghi i libri elettronici sugli store italiani tipo IBS o simili?
        Smettiamola di fare gli esterofili e guardiamoci in casa che sarebbe ora…

      • Se non ti piacciono i prezzi degli ebooks Apple compra i libri su Amazon, nessuno ti lo impedisce

      • Se non ti piacciono i prezzi degli ebooks Apple compra i libri su Amazon, nessuno te lo impedisce.

      • Non è questione di piacere o non piacere. Non è questione di prendere i libri da amazon o da apple. Se apple facesse dei prezzi alti, ma lo stesso libro lo potessi prendere da amazon nessun problema (in questo caso non si tratterebbe di cartello). Il problema sorge quando si costituisce un cartello come quello nelle intenzioni di apple: proporre agli editori di vendere i loro libri tramite apple ad un prezzo maggiorato impedendo alle altre piattaforme di venderli. Certi accordi presi sottobanco (dicasi anche cartelli…) mi fanno innervosire, specialmente se a farli è un’azienda come apple che ha fatturati miliardari…

  2. Perché in libreria i libri non hanno tutti prezzi simili???

    • No, ogni libreria è libera di fare il prezzo che vuole per i libri che vende (può giocare sul margine di guadagno che le lascia l’editore). Se vai in un supermercato i libri vengono venduti a un prezzo più basso.
      Devi considerare un’altra cosa: in libreria ti vendono diverse copie dello stesso libro, mentre nello store ti vendono sempre la stessa copia. I costi per quanto riguarda i libri digitali dipendono da molti meno fattori che i costi dei libri tradizionali.

 

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