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Perchè la nuova funzionalità di dettatura del nuovo iPad richiede una connessione Wi-Fi?



Una delle caratteristiche principali del nuovo iPad è la dettatura, una sorta di Siri in versione “lite” che trasforma la voce in testo. Tuttavia, prima di iniziare a utilizzare la dettatura, secondo ZDNet, si dovrebbe prima considerare cosa comporta per la nostra privacy.

 

Quando Tim Cook ha annunciato il nuovo iPad il 7 Marzo, gran parte dell’attenzione si è concentrata sul nuovo display Retina e sul processore A5X. Inoltre, molti sono rimasti delusi dal fatto che il nuovo iPad non includesse Siri, l’assistente vocale di Apple disponibile in esclusiva su iPhone 4S.

Meno pubblicizzata è stata la “Dettatura”, una nuova funzione dove “talking is the new typing” (il “Parlare è la nuova scrittura”). Purtroppo, “Dictation” richiede una connessione Wi-Fi nella maggior parte dei casi, questo potrebbe portare Apple a problemi legali legati alla privacy. In questo caso, le ragioni che spingono Apple a richiedere una connessione per attivare il voice-to-text sono vaghe e confuse. Ad esempio, la prima volta che si tenta di attivare la funzione di dettatura, si presenterà un alert come nel immagine qui sotto.

Stephen Chapman di ZDNet dice:

“Informazioni come…” è così vago, non è vero? Comunque, ho pensato tra me e me: “Se questo è vero, allora mi chiedo cosa succede se ho attivato Dictation ma il Wi-Fi disattivato.” Il pulsante Dictation accanto alla barra spaziatrice scompare completamente. Dictation è completamente disattivato e non funzionale, se non si è connessi a Internet.

Peggio ancora, è questo il messaggio che arriva quando si desidera disattivare la funzionalità:

 

Ci chiediamo cosa significa esattamente “rimossi dai server di Apple,”? Per questo, potreste leggere il documento di Apple riguardo la politica di dettatura e privacy. Purtroppo, però, questo documento è pieno di verbosità che rende il tutto ancora meno chiaro. Si legge:

 [T]he things you dictate will be recorded and sent to Apple to convert what you say into text. Your device will also send Apple other information, such as your first name and nickname; the names, nicknames, and relationship with you (e.g., “my dad”) of your address book contacts; and song names in your collection (collectively, your “User Data”). All of this data is used to help the dictation feature understand you better and recognize what you say. It is not linked to other data that Apple may have from your use of other Apple services.

If you turn off Dictation, Apple will delete your User Data, as well as your recent voice input data. Older voice input data that has been disassociated from you may be retained for a period of time to generally improve Dictation and other Apple products and services. This voice input data may include audio files and transcripts of what you said and related diagnostic data, such as hardware and operating system specifications and performance statistics.

Noi, come ZDNet, non abbiamo ancora ben chiaro del perché Apple ha bisogno dei nostri “dati utente” semplicemente per convertire la voce in testo. Tuttavia, un mio parere personale è che Apple raccolga questi dati per migliorare l’esperienza di utilizzo per ogni singolo utente. Molti, però, potrebbero sostenere che fino a quando Apple non chiarisca la sua posizione, può essere più appropiato disabilitare la funzione di dettatura. E’ possibile farlo da:

  • Impostazioni
  • Generali
  • Tastiera
  • Dictation (spostare lo switch sulla posizione off)

Ricordiamo, inoltre, che questa funzionalità non è disponibile in lingua Italiana ma solo per: l’Inglese, il Tedesco, il Francese e il Giapponese. Speriamo che Apple faccia chiarezza sul perché l’azienda ha bisogno dei nostri dati per usare la dettatura.

Intanto vi chiediamo: come pensate che Apple utilizzi i dati ricavati dalla funzione Dictation? Siete preoccupati per la vostra privacy? Potete farci sapere il vostro parere tramite i commenti!

Via | AppAdvice

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12 Commenti

  1. scusate ma perchè questa funzione non è stata implementata anche nel “vecchio iPad”?

    ci vuole forse la GPU quadcore e 1 GB di Ram per farla funzionare bene?

    • Stendiamo un velo pietoso…

      Quando arriverà Siri in Italiano ci porremo il problema…

      Ma i tweaks che abilitano siri su iPad (usando i certificati del 4s magari) permettono la dettatura?

      • a me per adesso me ne frega ben poco visto che supporta solo in inglese (lingua in cui di certo io non detto), conoscendo Apple il supporto italiano per Siri & affini arriverà forse a ottobre/novembre, per il resto punteremo tutto su cydia…

    • Mentre in iPhone 4S potrebbe subentrare una giustificazione hardware per cui Siri non è utilizzabile in altri dispositivi, ovvero la presenza di un ulteriore sensore per riconoscere l’orecchio (vedi ifixit iphone 4s teardown), nel caso del nuovo iPad fatico a credere che il motivo dell’esclusione di “una parte di siri” dall’ipad 2 abbia ragioni hardware. Marketing + possibile capacità ridotta dei server. Difatti Siri funziona benissimo su iPhone 4S (stesso processore e Ram di iPad 2)

    • È un complotto di apple per farci comprare il nuovo iPad con Siri. Non questo, quello dell’anno prossimo. E i dati che inviamo ad apple servono per schedarci per venderci agli alieni.

      È anche possibile che sia perché apple abbia paura che i server e wolfram non reggano alle decine di milioni di dispositi ios con siri e dictation e vogliano farlo pian piano, ma è una spiegazione troppo semplice e quindi irrealistica, quindi quella degli alieni deve essere la spiegazione giusta.

  2. più va avanti….e più mi tengo stretto il mio ipad 2!

  3. questo articolo è ridicolo! È ovvio che il sistema di dettatura vocale abbia bisogno delle nostre informazioni! Mettete il caso che pronunciamo il cognome di un nostro conoscente, il sistema non può scrivere parole che non esistono, se tra i propri contatti della rubrica è presente una parola simile a quella pronunciata potrà essere scritta.
    È ridicolo sentire certi discorsi e certe paranoie.
    Da sempre il riconoscimento vocale ha funzionato cosi!
    Vi sfido con qualsiasi sistema di riconoscimento vocale a dettate per esempio “blablablasusuzeze”, se il segnale vocale ricevuto dai server non è simile a nessuna parola non scriverá un bel niente..
    Non serve a nulla creare finti misteri

    • Vorrei anche sottolineare la stupidità del titolo, di fatti è ormai risaputo che l elaborazione di segnali audio richiede grandi risorse e SOPRATTUTTO un database immenso con cui confrontare il segnale audio. Sembra scritto da un bambino questo articolo

      • Probabilmente ti è sfuggito il punto dove anche io riferisco lo stesso tuo parere “Tuttavia, un mio parere personale è che Apple raccolga questi dati per migliorare l’esperienza di utilizzo per ogni singolo utente”. Per il resto ho riportato una news per dovere di cronaca. Anche Dictation di Nuance ha bisogno della connessione!

    • Ho capito e condivido, ma perchè non rendere il tutto fruibile localmente e senza remotizzare l’elaborazione? Lo spazio c’è la capacità di calcolo pure perchè continuare a usare ancora la rete?

      • perché evidentemente non ti rendi conto di quanto sia complesso un sistema di questo genere.

  4. MAGAZIIIIIIIIIIIIIII ma ci siete? Sul stesso documento in inglese scrive il perchè, e per funzionare meglio e offrire un’esperienza migliore.

    ma poi di che vi preocupate? Tutti i vostri dati sono comunque su iCloud 😀 Apple non credo sia una azienda che vederebbe i vostri dati..

 

   Commenti




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