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L’era della rivoluzione hardware? Se ne è andata così come è arrivata…



Tra poche ore entreremo nel 2012, e le possibilità per il futuro sono praticamente illimitate. Abbiamo avuto i nostri tradizionali proponimenti ai quali far fronte nell’anno nuovo, e, come la maggior parte delle persone sul pianeta, abbiamo acquietato le nostre aspettative con uno stupido mix di sano ottimismo e grande trepidazione. Prendiamo tutto sul serio, ma anche con leggerezza.

Purtroppo, lo stesso non può essere detto per il settore consumer della tecnologia, né per la spinta stabilita ed il comportamento dell’industria, e neanche per le nostre collettive visioni del suo complesso, dalle incessanti macchinazioni. Ci aspettiamo un rapido significativo cambiamento ad ogni svolta e, nell’ultimo mezzo decennio, lo abbiamo ottenuto.

Questo progresso è stato guidato in gran parte da un solo uomo ed un singolo marchio: il compianto Steve Jobs e la sua Apple Inc. Dall’iPod all’iPhone all’iPad, i prodotti Apple sono stati simultaneamente definiti nuovi mercati di consumo e ridefiniti metodi universali di comunicazione elettronica ed interazione funzionale.

Considerate: oggi, l’industria discografica misura il proprio successo in base ai download digitali invece che tener conto delle vendite dei CD. Dove i cellulari un tempo erano ingombranti contenitori con fotocamere a bassa risoluzione e scadenti thumbpad QWERTY, oramai oggi i sofisticati sistemi operativi touchscreen con la quasi compatibilità universale dei dati sono la norma. E gli ingombranti tablet, una volta relegati a medici e fattorini, sono stati ridimensionati in leggeri, pratici e capaci sostituti degli incerti computer portatili e degli ambienti desktop.

Questi sono un bel pò di cambiamenti in un determinato lasso di tempo. Ed è totalmente insostenibile.

Adesso abbiamo, forse di più rispetto a qualsiasi altro momento a partire dal 2007, molto poco da aspettarci con impazienza nelle applicazioni personali del regno della tecnologia mobile. Certo, ci sarà qualche sorpresa qua e là, ma per un bel pò di tempo non vedremo un altro pezzo di hardware veramente rivoluzionario. Naturalmente, se siete inclini ad entusiasmarvi per i progressi di un piccolo componente e per la marcia della Legge di Moore, sarete entusiasti come sempre (almeno, nel breve periodo).

I prossimi anni è probabile che rispecchino la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni 2000, dove abbiamo visto un grande cambiamento nella sostanza hardware ma in ogni caso nessun cambiamento di stile dell’hardware. Abbiamo utilizzato i desktop per anni, e gli schermi piatti LCD molto tempo fa hanno soppiantato i pesanti CRT di ieri. Le cose diventano più piccole e più veloci, ma i tower, le tastiere, i mouse ed il supporto per il tunnel carpale ancora rimangono. Ma stanno accumulando più polvere del solito, e, mentre questi vecchi segni del tempo vengono lentamente eliminati, noi siamo sempre più chiaramente diretti verso un futuro mediano, sempre più caratterizzato dall’eccesso di peso per i tablet e gli smartphone.

Guardate, mi rendo conto che mi sto avviando verso una retrospettiva di forte impatto. Ma il mio ragionamento si basa su una serie di determinabili tendenze effettive e supposizioni di buon senso. E ricordate, qui sto parlando rigorosamente di hardware, ed i paradigmi hardware sono intrinsecamente difficili da cambiare (che è, senza dubbio, una parte di ciò che rende l’elegante linea iOS di Apple così irresistibilmente popolare e di successo).

Il software è un altro discorso, dato che piattaforme e servizi storicamente si evolvono senza ostacoli, non essendo coinvolti dai vincoli dello spazio. Sì, l’industria televisiva vedrà una drastica ristrutturazione, così come il cinema ed i concetti di proprietà ed i costosi, irripetibili acquisti per l’intrattenimento. Mentre connessioni cablate da 100 Mbps sono diventate (del tutto in ritardo) più di una realtà americana ed internazionale, noi porteremo i dati nelle nostre case più velocemente di qualsiasi servizio 4G di nuova generazione che può cavalcare le onde radio. Non mi credete? Chiedetelo a lui, Cringely, che vi chiarirà le idee:

Diciotto mesi da oggi molte case americane saranno dove case giapponesi e coreane sono state per qualche tempo, succhiando 100 megabit o più da Internet. Lo standard di telefonia mobile cellulare LTE non può farlo e non può sviluppare una tale velocità per un decimo o persino per un centesimo della clientela collegata in Internet.

Ma, una volta nelle nostre case, quel collegamento internet sarà indirizzato in modalità wireless ai nostri cellulari e tablet nello stesso modo in cui già lo sono, rendendo tutti gli iPad e gli iPhone i più utili, ed anche i più utilizzati. La mole dei dati sta scendendo per inondare le nostre esigenze come mai prima d’ora, ma i tradizionali PC, Mac, notebook e netbook affonderanno, tutti allo stesso modo.

I tablet e gli smartphone sopravviveranno.

Ma le loro modifiche esteriori sono quasi complete. Dopo tutto, la natura ferma drasticamente l’evoluzione quando una determinata specie si separa dalla vitale predazione. La situazione che si presenta oggi di fronte all’iPad ed all’iPhone è in gran parte la stessa. Diretti concorrenti si sfideranno, ma ovunque si guardi non ci sono valide tecnologie in vista.

Perché no?

Come ho scritto più in alto, pezzi di equipaggiamento come l’iPad e l’iPhone sono, ergonomicamente, in rapido avvicinamento all’esatto punto reale dei rendimenti in diminuzione. Da nessuna parte questi limiti fisici sono più apparenti che nel salto del design dalla prima generazione di iPad all’iPad 2. Mentre il primo era certamente abbastanza sottile, il secondo è quasi incredibilmente sottile. Limare nulla più di pochi millimetri di spessore del suo alloggiamento in alluminio, renderebbe il prodotto troppo sottile, poco maneggevole, e scomodo da usare. Immaginate un iPod touch 5G dalle dimensioni dell’iPad, e vedrete cosa intendo.

Schermi OLED pieghevoli, display arrotolati come fossero giornali, computer indossabili, occhiali e lenti a contatto con tecnologia HUD. Trattasi di chimere create dalla massa. Mentre i prototipi esistono (poichè i prototipi si sono sempre costruiti), la loro qualità funzionale è estremamente scadente, ed il costo effettivo di produzione non è nemmeno all’orizzonte. Il 3D grandangolare senza occhiali è una più ragionevole aggiunta per il tablet e lo smartphone, ma questo è tutto quello che potrà mai essere: un’aggiunta. Non c’è una sola idea convincente nelle pubblicazioni R&D di eventuali cambiamenti vitali o revisione di come i cellulari moderni dovrebbero apparire o comportarsi.

I miglioramenti, quindi, saranno interni, ma anche quelli unicamente per un breve lasso di tempo. I processi di fabbricazione di silicio si stanno avvicinando ai loro limiti, e le tecnologie delle batterie sono rimaste arenate per diversi anni. Ecco cosa Simon Segars della divisione GM di ARM disse:

Le operazioni di scaling del silicio ad un certo punto finiranno, e penso che stia per arrivare prima di quanto molti pensano…

Voi per ora potete unicamente ridurre la scala; prima noi abbiamo bisogno di altri materiali come i semiconduttori III-V… Avete bisogno di produrre 200-300 wafer all’ora, e le attuali macchine EUV (litografia a raggi ultravioletti) ad oggi possono fare circa cinque wafer all’ora.

Per quanto riguarda quegli ostacoli della batteria, la capacità di carica e di utilità generale stanno aumentando ad un ritmo di circa dell’11% all’anno e, per mantenere il progresso a questo livello, saranno necessari alcuni materiali esotici come le leghe di silicio oppure i nanotubi di carbonio.

Le Batterie sono veramente spazzatura.

Prendendo in considerazione la piattaforma mobile, la velocità della CPU e la gestione dell’alimentazione del componente, nel suo complesso, Segars riassume tutte le mie verbose argomentazioni semplicemente così:

Anche se abbiamo fatto dei progressi fantastici, ci sono alcuni problemi ancora da risolvere ed il futuro non sarà come il passato.

Così, con tutti questi ostacoli contro i dispositivi significativamente più piccoli, più sottili, più leggeri e la realizzazione di uno schermo a colori framed, è come avvicinarsi a Star Trek e lo stiamo facendo (per ora), ma cosa c’è da guardare al futuro?

Con le nostre aspettative deterioratesi recentemente, non ci sono troppe speranze per l’avvenire.

Sono spesso accusato di scrivere con sfumature di pregiudizi, di essere un “fanboy” di Apple (lo sono) o di essere sul libro paga di Apple (lo desidero!), così ho una grande fiducia in ciò che gli ingegneri ed i progettisti a Cupertino possono portare sul mercato, nonostante la mia visione per il futuro sia un deserto di gadget. Ma mi aspetto che ogni innovazione in arrivo migliorerà la linea che abbiamo già ottenuto, piuttosto che riscrivere i libri di storia ancora una volta. Anche la chiacchierata Apple HDTV, che presumibilmente servirà a cambiare modello di distribuzione dei contenuti della televisione, ad aggregare ed a semplificare i servizi già esistenti, non cambia l’aspetto che in futuro gli utenti saranno di fatto ancora seduti sul divano e guarderanno un grande schermo sul muro.

In pochi anni, l’iPad sarà il computer più venduto al mondo, ed il numero cinque sembrerà per molti aspetti come il numero due, anche se con uno schermo più nitido, delle ‘budella’ più potenti e forti, una batteria più grande ed una autonomia maggiore. Il vostro nuovo iPhone sfoggerà ancora un display da 3,5 o 4 pollici, e sarete ancora ospiti di iTunes e dell’App Store e dell’iBook, come di consueto. I gadget indossabili potrebbero diventare famosi, ma avranno a carico i tablet e gli smartphone che compongono il vostro collettivo arsenale connesso in rete.

Lo smartphone è il nuovo telefono fisso, il tablet è il nuovo PC ed il mobile è la nuova famiglia.

Per molti di noi, questo è già così, e domani sarà molto simile ad oggi.

Via | AppAdvice

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10 Commenti

  1. Questo più che un articolo è un saggio breve!
    Non sono daccordo sul discorso che l’ipad sarà un computer e gli attuali mac cesseranno di esistere.prova a pensare ai programmatori di videogiochi,ai registi e gli addetti agli effetti speciali,a qualsiasi altra produzione che richieda un computer e non un tablet.
    A meno che non facciano un tablet di 27 inch con connessione a magicmouse e tastiera non penso che ciò che hai scritto sia possibile.

  2. Non sono d’accordo. Secondo me parli in questi termini perchè, com è normale che sia, non riesci ad immaginare quali siano i nuovi bisogni latenti che si andranno a colmare nel prossimo futuro. La tecnologia corre, ed è difficile tenere il passo. Per questo penso che in un modo o nell’altro, qualcosa di davvero rivoluzionario ci sarà sempre, e apparirà sempre con una certa cadenza. Non bisogna pensare solo al segmento dei computer, perche anche importanti scoperte in altri campi possono cambiare tutto.

  3. Bell’ articolo, contestabile qua e la, ma comunque, un bell’ articolo, complimenti.

  4. Complimenti! Veramente un ottimo articolo! Mi piacerebbe leggerne di più così! Altro che articoli sciatti! Comunque anch’io sono d’accordo nell’affermare che non puoi prevedere i bisogni degli utenti da qui a qualche anno. 5 anni fa, col Nokia N95 in mano avresti mai pensato di avere la necessità di utulizzare qualcosa come l’iPad o l’iPhone (con un form-factor completamente differente, non parlo ovviamente di potenza di calcolo)

  5. Il problema di questo articolo è che associa arbitrariamente il termine rivoluzionario a tecnologie specifiche che non hanno nulla di più di altre che stiamo aspettando (per le batterie per esempio stiamo aspettando una marea di novità altro che piccoli progressi) e che saranno in produzione massiva negli anni in avvenire.

    • Hai ragione ma saranno 10 o 15 anni che promettono queste innovazioni ma alla fine la tecnologia di base è incredibilmente sempre quella solo perfezionata.

  6. Prima di tutto complimenti per l’articolo.. Alcune cose le condivido ma comunque ci sono alcune inesattezze di fondo, lo sviluppo della tecnologia prima di tutto è difficile da prevedere se non impossibile.. Io penso che al di lá di Apple, Microsoft e tutte queste aziende che sono tutte uguali, se proprio vuoi parlare di sviluppo tecnologico possiamo aprire una discussione ad esempio su quello che sappiamo adesso, cioè che l’unica nostra speranza di avere un enorme sviluppo tecnologico sia il computer quantico che ridefinirebbe tutto, poi un altro argomento che hai citato è il grande problema delle batterie. Ma per il resto provare a prevedere il nostro futuro tecnologico è come vincere al superenalotto secondo me. Apple come detto prima è un’azienda come altre che aveva come fondatore una grande persona, ma per il resto se apri gli occhi è ottimo marketing e prodotti molto validi sul mercato(e forse qualche volta ha vinto al “Superenalotto” di prima), ma poi basta è finita li, le innovazioni le fanno anche altre aziende ma sopratutto senza le VERE invenzioni Apple come altre non saprebbero che pesci pigliare, quindi si ritorna al discorso iniziale, se si vuole ragione su queste cose pensiamo a ciò che darà l’incipit ad uno stravolgimento alla definizione di pc, di cpu, di tutto.. Appunto il computer quantistico, se cercate su internet c’è molto materiale, buona lettura e buon anno a tutti.

  7. Puff,io ho iPad,ma se con il pc ci devi lavorare direi che i tablet prima di 100 anni non li soppianteranno mai.motivo? Spazio.
    Se i pc sono grossi e pesano 14 kg (pure più se serve vera potenza) ci sarà un motivo no? iPad può sostituire un portatile,se usato per non rifinire il proprio lavoro ma solo per trasportarlo e mostrarlo…un fisso proprio no.

  8. Bell’articolo, ma troppo fermo al settore informatica. La tecnologia è ovunque, basti guardare ai robot domestici, irobot in pochi anni ha fatto passi da gigante e due robot girano per casa mia pulendo ovunque, ma ancora non hanno il comando vocale. I nuovo termostati wireless, la domotica, e il 2012 sarà l’anno del lancio al grande pubblico delle auto elettriche, con Renault, Nissan e Opel davanti a tutti. Ne dobbiamo vedere ancora molte.

 

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