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iPadevice prova Max Payne Mobile, un capolavoro noir senza tempo | iPadevice Review



Undici anni dopo il suo debutto su PC ed in seguito su console e su Mac OS, una delle pietre miliari del genere degli sparatutto in terza persona è approdata su App Store, mantenendo tutte le peculiarità del titolo originale, ad un prezzo estremamente interessante. Stiamo parlando di Max Payne.

Viste le premesse, non nascondiamo un po’ di euforia. Questo perché non si tratta, una volta tanto, di un giochino da metropolitana, ma di un titolo serio e impegnativo, dotato di una storia profonda e coinvolgente.

Ma andiamo con calma e presentiamo il gioco anche a chi non ne avesse mai sentito parlare. Max Payne, come abbiamo già detto in apertura, è uno sparatutto in terza persona, sviluppato da Rockstar e Remedy (questi ultimi sono gli autori di Alan Wake su Xbox 360 e, per restare un po’ più vicini, di Death Rally per iOS).

La trama del gioco, opera dello scrittore Sam Lake (che, tra l’altro, ha prestato i suoi tratti fisici al protagonista) è decisamente intrigante, forte di uno spiccato carattere noir. Max Payne è un poliziotto di New York. Un personaggio carismatico, dalla battuta pronta.

Max ha appena messo la testa a posto per dedicarsi con serietà al ruolo del buon padre di famiglia, rinunciando anche al posto nel dipartimento antidroga offerto dal suo amico Alex. Ma una sera, rientrato a casa, scopre moglie e figlia massacrate da un gruppo di criminali sotto effetto di una nuova potente droga chiamata Valchiria.

Il dolore e il desiderio di giustizia, per non dire vendetta, portano Max a trasferirsi al dipartimento antidroga, per mettersi alla ricerca degli assassini della sua famiglia. In una New York colpita da una fortissima tempesta di neve, Max inizia a seguire la sua unica pista.

La storia vissuta dal giocatore è raccontata da Max in prima persona, tramite flashback. La trama viene illustrata al giocatore attraverso numerose sequenze a fumetto, una scelta stilistica che al tempo si rivelò davvero vincente (soprattutto tenendo conto delle possibilità di allora in campo di grafica). Queste ultime sono di grande qualità, sia per i disegni che per i dialoghi, davvero brillanti (addirittura, in giro per la rete si trova una raccolta completa di frasi di Max). A questo proposito, citiamo l’ottimo doppiaggio italiano, che pecca solo per qualche leggera discrepanza con il testo. A prestare la voce per Max è Giorgio Melazzi.

Dal punto di vista della giocabilità, siamo davanti ad uno sparatutto apparentemente piuttosto classico. Nonostante il gameplay dei giochi di undici anni fa fosse meno elaborato rispetto ai canoni attuali, Max Payne fu comunque in grado di offrire qualcosa di decisamente nuovo: il Bullet Time, una idea presa poi in prestito da una innumerevole quantità di giochi successivi.

Attivando il Bullet Time, tutto il mondo di gioco rallenterà sensibilmente, permettendoci di far esibire Max in acrobazie a fuoco aperto dal taglio estremamente cinematografico. È una abilità utilizzabile a piacimento, che si ricarica semplicemente eseguendo uccisioni la cui disponibilità verrà indicata da una clessidra sull’HUD di gioco.

Fatte queste premesse, il risultato è che ci si diverte, e anche parecchio. Il titolo Remedy ci mette a disposizione una decina di armi che possiamo portare sempre con noi senza limitazioni. Dalla più classica Beretta alla letale mitraglietta Ingram, passando per fucili a pompa, a canne mozze, da cecchino (da citare la spettacolare animazione di quest’ultimo, che “segue” il proiettile), senza dimenticare granate, molotov e armi bianche.

Il gioco vi terrà impegnati per diverse ore, mai cadendo nel banale. Location decadute, popolate da mafiosi, drogati e criminali di ogni tipo, sporadici boss, incubi ricorrenti, sparatorie rocambolesche, dialoghi da Oscar…questi sono gli ingredienti per uno sparatutto che a distanza di anni risulta per certi versi ancora imbattuto.

Ma spostiamo la nostra analisi sul porting in sé. Abbiamo testato il gioco per buona parte su di un iPad di terza generazione, ed ecco le nostre considerazioni.

Il menu principale non è stato stravolto (esteticamente) rispetto alla versione originale. Dovendo trovare una scusa per riascoltare l’eccellente tema originale che viene riprodotto in sottofondo, abbiamo osservato con cura tutte le nuove opzioni dedicate all’interazione touchscreen che, per fortuna, sono presenti in grande quantità. È possibile impostare gli stick in modi diversi, abilitare il “tocca per sparare”, che risulta decisamente comodo qui, così come riposizionare liberamente tutti i pulsanti virtuali.

Detto ciò, ricordiamoci che si tratta di uno sparatutto, per cui i comandi risulteranno piuttosto antipatici, almeno all’inizio. Va detto comunque che gli sviluppatori hanno davvero fatto di tutto per dare quante più possibilità di personalizzazione dei comandi e che il risultato finale è molto buono: il gioco risulta giocabile, con tutti i “limiti” del touchscreen.

Se proprio volessimo criticare il sistema di controllo, avremmo da ridire sul puntamento automatico (che su touchscreen, a meno di non essere dei fenomeni, è da lasciare attivo). Impostandolo, qualche volta potrebbero verificarsi problemi di puntamento: ad esempio, il mirino potrebbe puntare con una certa ostinazione verso un nemico dietro un muro, magari ignorando un altro avversario più vicino che sta aprendo il fuoco verso di noi. Non è un difetto gravissimo, ma confidiamo che venga limato in qualche modo.

Tra le altre cose che non ci sono piaciute è l’impossibilità di selezionare, per la prima partita, un livello di difficoltà al di sopra di “Fuggitivo” (facile). A questo livello di difficoltà il gioco potrebbe risultate troppo poco impegnativo per alcuni. Ultimo disappunto da fare riguarda la gestione dei salvataggi. Non ci aspettavamo di certo un pulsante a schermo per il quicksave, ma in un 2012 dove la maggiorparte dei giochi salva in automatico con grande frequenza, ci sfugge il perché gli sviluppatori non abbiano deciso di inserire qualche salvataggio automatico in mezzo ad i livelli. Occhio quindi a salvare la partita abbastanza spesso attraverso il menu principale!

Per il resto, è davvero un titolo brillante, che non sente il peso degli anni. Nessun crash, nessun bug evidente. Con questo non vogliamo dire che il gioco è esente da problemi, ma nelle nostre partite tutto ciò non si è presentato. La grafica, per quanto abbastanza scarna, è gradevole, magari tralasciando i modelli dei personaggi abbastanza imbarazzanti (ma quello di Max, con il suo stupido ghigno perenne, in fondo lo troviamo simpatico).

Non ci aspettavamo affatto miglioramenti grafici sostanziali ad un gioco che va giocato così com’è, ma apprezziamo il fatto che sia giocabile a risoluzione nativa sul nuovo iPad, tenendo conto che sarà stato necessario un lavoro di pulizia di tutti gli elementi di gioco. Sul nuovo iPad, il motore grafico che anima il gioco (il Max-FX) si muove senza incertezze mantenendo i 60 fps. Per scrupolo, abbiamo avviato il gioco anche su altri iDevices, dove il gioco si è comportato altrettanto brillantemente.

Ci piacerebbe che tra i pregi figurasse anche il prezzo: soltanto 2,39€, una cifra ridicola per un titolo che vale la pena di aver provato anche solo per qualche ora. Ma siamo certi che (e ci rivolgiamo a chi non ha mai giocato a Max Payne) grazie alla sua trama coinvolgente vi saprà catturare.

Consigliatissimo per chi avesse voglia di staccare dai soliti giochi arcade mordi e fuggi, nonché un acquisto obbligato per i vecchi fanatici della serie, che dopo tanti anni sicuramente apprezzeranno l’idea di rispolverare una vecchia perla videoludica, magari in attesa del terzo capitolo, tra poco disponibile su console e PC.

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4 Commenti

  1. Nota sull’autosave:
    Dopo aver iniziato la mia partita e aver salvato sono andato in impostazioni->carica e ho notato che esiste un autosave!
    Effettivamente non c’ e’ nessun avviso in game al riguardo ma di fatto ha autosalvato la posizione!

    • Il problema è che l’autosave viene effettuato solo ad inizio del capitolo, come nel gioco originale (dove, almeno su PC, il problema non si poneva, bastava usare il quicksave).

      • Vero chiedo scusa!
        Ho salvato subito all’inizio del capitolo e quiindi non ho fatto caso a quell’eventualita’!

  2. Provato sul nuovo iPad 3 .. Devo dire che si nota molto il lavoro fatto sulle texture che ora sono molto ben dettagliate per il retina,.. Quindi graficamente è meglio di quando lo era 11 anni fa anche con la max scheda video di allora..
    Per il resto si tratta di un porting da pc, quindi il gameplay è uguale e iidentico a come era su pcquindi niente scene riviste o raggiunte… Copia incolla da pc.. Sono però state riviste le texture che ora sono come detto molto più brillanti e dettagliate

 

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