iPadevice Book of the Week #2: Il libro della settimana scelto dallo staff è “Il fu Mattia Pascal”
Benvenuti al secondo appuntamento con iPadevice Book of the Week, una nuova rubrica che fa parte della iPadevice Selection, nella quale vi andremo a presentare interessanti libri da leggere attraverso iBooks sul vostro iPad, sperando che questa azione possa prendere sempre più piede nel nostro Paese e diventare un’abitudine per tutti.

Il fu Mattia Pascal è uno dei più celebri romanzi di Luigi Pirandello, pubblicato per la prima volta, nel 1904, sul periodico trimestrale “Nuova Antologia” diviso in diverse puntate e poi, sempre nello stesso anno, nella forma di volume.
La trama del romanzo è decisamente fitta e raccontata dallo stesso protagonista come un grande flashback. Mattia Pascal, nato e vissuto a Miragno, un piccolo e immaginario paese della Liguria, si trova a vivere una situazione paradossale. Viene infatti ritrovato un cadavere la cui identità è ignota ma assomiglia molto al protagonista tanto da far credere all’opinione pubblica che si tratti proprio di lui.
Appresa la notizia leggendo il giornale in treno, Mattia pensa di tornare in paese e dichiarare a tutti di essere vivo ma preferisce optare per una soluzione diversa, inventandosi una nuova identità. Assume quindi il nome di Adriano Meis in modo da potersi godere una fortunata vincita al casinò di Montecarlo ed evitare di affrontare i diversi problemi economici e le relazioni al proprio paese d’origine.
La storia è ambientata tra la fine del 1800 e gli inizi del 900 ma non ha una durata ben definita seppur si possa affermare che il periodo clou sia di circa due anni e mezzo. Geograficamente invece la vicenda si può collocare tra Miragno, Nizza, Montecarlo e Roma.
Perché acquistarlo
Si tratta di una delle pietre miliari della letteratura italiana, un romanzo intelligente, gradevole e ricco di spunti che può insegnare qualcosa a chi decide di leggerlo. I temi trattati sono diversi, la famiglia, la fortuna, l’amicizia e il destino che offre la possibilità di ricostruirsi una vita. In più non è da dimenticare l’importanza storica in cui si colloca il romanzo che diventa il manifesto di un nuovo studio della figura umana, romantica, decadente e incapace di vivere (Pascal ha la fama di essere un fannullone, buono a nulla).
La ricostruzione della propria vita è il nodo centrale del romanzo, il protagonista perde il bene più prezioso che una persona possa avere, l’identità. Senza quella, la persona diventa un individuo privo di significato, senza passato e senza legami sociali e svanisce la possibilità di perpetuare il ricordo di sè. E’ vero che il destino offre l’utopistica possibilità di ricostruirsi ma si tratta di misero tentativo.
Altro punto importante della storia è il trattamento dell’inettitudine. Il protagonista è, fondamentalmente, un incapace sconfitto dalla vita che finisce con l’estraniarsi dalla propria figura per guardarsi vivere e lasciarsi condurre dagli eventi senza essere capace di interagire con personalità. A questo proposito lo stesso autore ebbe modo di dichiarare “La vita o si vive o si scrive, io non l’ho mai vissuta, se non scrivendola.”













