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iPad negli ospedali: ecco l’esperienza del Dr Macciò



Qualche giorno fa tra i commenti in un articolo di iPadevice ne è comparso uno molto interessante. Si tratta del commento di Sergio, che abbiamo poi scoperto cardiologo di un ospedale di Vercelli. Ho invitato personalmente il Dottore a raccontarci la sua esperienza, e Sergio ha subito accettato ben volentieri di condividerla con noi. Per questo lo ringraziamo moltissimo e vi lasciamo alle sue parole, che rappresentano la sua esperienza personale sull’utilizzo dell’iPad in un ambito professionale come quello della sanità.

Raccogliendo il gentile invito di Francesco Graziani vi riferisco di seguito la mia esperienza riguardo l’utilizzo di iPAD in ambito ospedaliero

Sono un cardiologo operante presso un’ospedale di provincia e quindi come potete immaginare una realtà ospedaliera nella quale non è probabilmente ancora proponibile un sistema di cartella clinica informatizzata così avanzata. Durante la pratica quotidiana utilizzo dunque il mio iPAD personale.

Diverse sono le app che utilizzo, alcune specificatamente studiate per il settore medico, altre da me “adattate”.

Per quanto riguarda le app già specializzate in campo medico utilizzo app per il calcolo delle infusioni, per equazioni e calcoli vari (ad esempio in ecocardiografia) e gestione equilibrio acido-base soprattutto in Unità Coronarica. Sfrutto Pages per le consegne di corsia che poi stampo o invio via email ai colleghi che mi seguiranno, non avendo a disposizione un software mirato come iClinic trasferisco immagini Rx e Tc su dropbox, e da li su Keynote per mostrarle ad altri colleghi con cui devo discutere un caso clinico.

Utilizzo un modello cardiaco 3d per spiegare soprattutto ai pazienti più giovani la loro cardiopatia eventualmente con disegni eseguiti su Penultimate. Sto studiando il modo di importare anche ecg acquisiti in formato digitale ma è un lavoro amatoriale ancora in corso…
Importante è la presenza di due ottimi prontuari farmaceutici costantemente aggiornati secondo le normative ed il mercato italiano.

Per ultimo ma non meno importante sfrutto il browser e l’app PubMed per consultare la letteratura scientifica, linee guida e altro anche al letto del paziente o in sede di discussione di un caso clinico in corsia.

Questo è un inizio ( iPAD acquistato solo da 1 mese e mezzo), ma sono sicuro di poterlo ancora sfruttare meglio. Sino ad oggi ritengo l’esperienza assolutamente positiva in termini di rapidità di utilizzo e semplicità.

Soprattutto in un ambito lavorativo come il mio in cui si lavora anche in regime di urgenza è fondamentale avere un dispositivo che in pochi secondi è acceso e pronto a differenza di un notebook o netbook che da questo punto di vista presentano tempi di avvio non accettabili.

Resto a disposizione per qualsiasi approfondimento o confronto consapevole che in qualunque ambito (e nel mio soprattutto) solo con il confronto continuo si cresce.

Cordiali saluti

Dott. Sergio Macciò – Cardiologo presso la Struttura Complessa di Cardiologia – Ospedale S.Andrea di Vercelli

Anzitutto ci terrei a ribadire i nostri ringraziamenti al Dott. Macciò per il tempo che ha dedicato a questa comunità per fornire una spiegazione così dettagliata dell’utilizzo che si può fare in ambito professionale con un iPad.

Poi vorrei porre l’accento sul fatto che come abbiamo potuto vedere, anche senza un’applicazione specifica, si può sempre sperimentare, utilizzare, creare… basta solo un pò di ingegno :)

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11 Commenti

  1. veramente complimenti al Dott

  2. Complimenti Doctor ! 😉

  3. non si sa niente di osirix per ipad…quella è una applicazione fondamentale in campo medico. sul mac è spettacolare

  4. Io non dico che l’iPad non sia utilissimo in opsedae, come in tanti altri ambiti lavorativi, anzi! Sono fiera e contenta dell’ingegno di Sergio e di tanti come lui.
    Il problema è che ci sono ospedali che han dato la notizia dell’adozione (a carico del sist. sanitario nazionale) degli iPad, mentre ci sono situazioni drammaticissime in cui vengono chiusi, a causa del deficit, ospedali di vitale importanza.
    Personalmente sto seguendo la triste vicenda di Agnone, in provincia di Isernia, dove il suo efficentissimo Ospedale, che non solo serve tutta la zona dell’Alto Molise, ma anche buona parte della provincia abruzzese di Chieti, chiuderà a breve. In un territorio dove inizia a nevicare a novembre e la neve resta fino a maggio, dove il vento di Bora soffia inclemente e fortissimo tanto da non dover invidiare manco Trieste, l’idea di dover percorrere oltre 100 km di strade (con curve di montagna) per arrivare fino ad Isernia o di affidarsi all’elisoccorso è quantomeno paradossale. Intanto han già chiuso il reparto di ginecologia ed ostetricia, il che vuol dire non solo estremo disagio per le gestanti, ma anche che una cittadina così culturalmente viva, conosciuta come l’Atene del Sannio, non avrà più nessun nuovo nato.
    Evviva il progresso!

    • Hai ragione Tiziana, ma è un discorso diverso. Oggi è giusto che una regione investa in sanità per quello che riesce a produrre. Siamo il paese delle cattedrali nel deserto e poi non abbiamo i soldi per i servizi essenziali. Come noterai io stesso ho ammesso che non sarebbe al momento stato proponibile e giusto per un ospedale delle dimensioni come quello in cui lavoro io implementare un servizio di questo tipo (infatti la mia è una iniziativa personale completamente a carico mio). Bisogna anche considerare però che un sistema di cartella clinica informatizzata non è un lusso fine a se stesso, ma può significare tempo risparmiato alla burocrazia da dedicare al paziente. Lavorare su carta vuol dire spesso dover ripetere le cose più volte con il rischio non solo di perdere tempo, ma anche e soprattutto di commettere errori… Anche in questa ottica i soldi investiti in sistemi che riducano al massimo l’errore medico sono soldi ben investiti

  5. La MACWIN COMPUTERS S.r.l. desidera incoraggiare l’uso di iPad in campo sanitario ritenendo questo strumento ideale per il medico in corsia. La presentazione di DoctorOffice avvenuta qualche settimana addietro, nè è la prova. DoctorOffice è un software personalizzabile per l’ambulatorio del medico specialista e la nuova versione presenta un’interfaccia dedicata all’iPad.
    Se il reparto o l’ospedale del Dott. Macciò è disponibile nell’investire nell’acquisto di qualche licenza di FileMaker Pro e Go, la MACWIN S.r.l., mette a disposizione del Dott. Macciò gratuitamente un pacchetto di 10 licenze di DoctorOffice in versione speciale per essere condiviso in una rete fra computer e/o iPad nel Suo reparto!
    Grazie

  6. Complimenti a Sergio sia per il lavoro che svolge negli ospedali, sia per l’ingegno adoperato con il suo iPad……!!!
    Ultimamente mia mamma ha avuto un controllo in una nota struttura ospedaliera …(ha sostituito la valvola mitralica a 53 anni anche se ha ancora qualche problemino) e il suo cardiologo aveva un iPad con il quale le ha spiegato alcune nuove tecniche farmaceutiche…ovviamente non è che la cosa cambi molto a livello curativo, ma diciamo che rende meglio l’idea rispetto ai soliti paroloni e a un foglio di carta….poi mia mamma ha capito che forse non sono poi tanto cretino a girare con la mia tavoletta….!!!

    Poi vorrei esprimere solidarietà e vicinanza a Tiziana per la situazione del suo ospedale…..purtroppo come dice Sergio il nostro è il paese dei paradossi….dove tutto si può, e nulla viene fatto…..!!!

  7. Che bello, la mia città diventa importante XD.
    Ho convinto mia mamma a prendersene uno anche lei e ora non può farne a meno, anche lei è una dottoressa anche se in ambito diverso (psichiatria) e devo dire che le applicazioni mediche stanno aumentando e stanno migliorando così da agevolare sia i medici sia i pazienti.

  8. Ingegnoso e coraggioso,troppo facile ed ovvio invece per noi che lavoriamo nell’IT 😉
    Complimenti al Dottore.

  9. Grazie Sergio, Luca e tutti gli altri per la solidarietà. Le politiche dissennate di alcuni hanno portato questi brutti frutti che colpiscono i cittadini più deboli.

    Per il resto, mi fa piacere che anche gli ospedali italiani cerchino di sfruttare le nuove tecnologie, perché questo vuol dire maggior collegamento, maggiore efficienza e più tempo da dedicare ai pazienti (e meno alle scartoffie).

    Da sempre utente Apple, sono approdata solo adesso anche sui mobile device della mela morsicata, dopo un’esperienza pluridecennale con i palmari Palm OS, in Italia scarsamente usati nello studio universitario di medicina e negli ospedali, ma negli USA moltissimo (ancora adesso la pletora di programmi medici fa capire che l’uso persiste).

    Speriamo che l’aspetto accattivante e la facilità d’uso dei prodotti apple sia un incentivo alla “delumacatizzazione” della sanitò italiana!

    Per la cronaca: il Policlinico Gemelli di Roma è da almeno 18 anni (tali sono gli anni di mia figlia, che deve la vita all’efficienza del reparto di Neuochirurgia Infantile) totalmente informatizzato e tutti i pazienti hanno un tesserino magnetico da cui si accede all’anamnesi totale, molto comodo.

    Niente di fatto invece del tanto sbandierato tesserino del sistema sanitario, buono solo in sostituzione del vecchio libretto della mutua e del codice fiscale.

 

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