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I pirati informatici stanno iniziando a prendere di mira i tablet



La diffusione dei tablet e delle applicazioni di ogni tipo per fare quasi tutto, dallo shopping al controllo del conto corrente bancario, mette in luce un aspetto spesso sottovalutato, la sicurezza dei dispositivi. Indipendentemente dall’inconveniente delle applicazioni che approfittano della rubrica contatti, i problemi sono altri.

Molti credono che avere vicino a sè il proprio dispositivo, a portata di sguardo, possa essere un ottimo fattore di sicurezza, ma normalmente le minacce serie non avvengono fisicamente sui dispositivi. I pirati informatici agiscono in una maniera ben diversa.

Parliamo di pirati informatici, comprendendo sia hacker che cracker e, paragonandoli alla magia, i primi vestono di bianco e sono solo in cerca di sfide da vincere, limitandosi a violare la vulnerabilità di un sistema mentre i secondi vestono di nero e hanno scopi meno nobili.

Fino ad oggi la maggior parte dei dispositivi mobili, tra smartphones e tablet, è stata priva di significative misure di sicurezza a differenza dei computer desktop su cui installiamo antivirus, firewall, anti malware e anti spyware. Sono soprattutto questi ultimi, secondo i recenti rapporti di Juniper Networks, la vera minaccia per i dispositivi mobili.

In molti casi inviamo e-mail sotto copertura Wifi con il testo in chiaro, non crittografato. Questo potrebbe essere come metterci al centro di una stanza affollata e urlare il nostro messaggio affiché tutti possano sentirlo. La rete WiFi domestica potrebbe essere parzialmente sicura perché non solletica le fantasia dei pirati ma già una grande rete aziendale potrebbe farlo. Il pericolo viene proprio dal fatto che, essendo dispositivi mobili, potrebbero agganciarsi a rete fuori dal nostro controllo.

Oltre a fiutare i dati trasmessi, gli attacchi possono comprendere anche altre strade. Ad esempio gli SMS o MMS potrebbero passare attraverso di qualche malintenzionato che, sfruttando qualche falla del sistema, potrebbe riuscire a prendere il controllo del dispositivo con o senza darci modo di accorgercene.

Ad oggi gli attacchi più dannosi sono stati effettuati su dispositivi Android con sistemi operativi basati su Java ma questo non significa che iOS possa considerarsi totalmente immune. Apple, è vero, ha un’infrastruttura molto chiusa che controlla (o dovrebbe farlo) tutte le applicazioni che vengono rese disponibili sull’App Store.

Questo potrebbe garantire una maggiore sicurezza, dal momento che le applicazioni dannose verrebbero scartate a priori. Ma l’esempio di Path (che non è l’unico) fa riflettere. Poi c’è da considerare che gli attacchi potrebbero giungere da altre vie, come ad esempio le applicazioni web basate su HTML 5.

I “virus” più diffusi, fino a questo momento, sono stati appunto gli spyware che, in fondo, sono i meno pericolosi. Non che non siano dannosi ma il rischio è di trovarsi addebitati i costi di SMS inviati per esempio, per votare i concorrenti di un reality show senza nemmeno guardarlo.

Purtroppo per ora c’è poco da fare a parte utilizzare il buon senso. Siate sempre prudenti sull’utilizzo del vostro dispositivo, fate attenzione a ciò che scaricate e alle e-mail che provengono da destinatari dubbi, soprattutto se contengono allegati nell’attesa che Apple, Google e le altre aziende riescano ad intervenire in modo drastico a queste pessime tendenze.

Via | PadGadget

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