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I libri di testo su iPad, uno sguardo oltre i confini italiani | Approfondimenti



Facendo seguito all’articolo sulla digitalizzazione dei libri di testo nelle scuole statunitensi, recentemente ho avuto modo di confrontarmi con realtà al di fuori dei confini italiani e l’occasione è stata utile per capire se i limiti tecnologici riguardino soltanto il nostro paese o, in qualche modo, possano accomunarci agli altri mercati europei.

Dopo l’introduzione degli ultimi strumenti dedicati all’editoria digitale, iBooks Author, iTunes U e l’aggiornamento di iBooks, l’intenzione di Apple, allineata al pensiero di Jobs, è quella di riuscire a portare l’iPad nelle scuole, affinché gli studenti abbiano a disposizione libri sempre aggiornati, interattivi e meno pesanti da trasportare.

L’encomiabile idea trova ampia risposta nel continente americano, mentre in Europa l’adozione dei tablet rischia di vedere un andamento altalenante. Negli Stati Uniti i consigli scolastici si sono dimostrati entusiasti e aperti alle novità apportate da Apple mentre nel nostro continente qualcuno ha cominciato a storcere il naso. Non si tratta di una semplice differenza culturale ma ci sono ostacoli che, almeno per ora, sembrano insormontabili.

In Italia sappiamo di alcune scuole che hanno inserito il tablet Apple per i nuovi corsi di studio ma si tratta in prevalenza di istituti privati con una retta normalmente piuttosto alta, mentre siamo a conoscenza delle condizioni in cui versa la scuola pubblica.

All’estero invece quali sono le correnti di pensiero? All’Apple Store di Parigi lo scetticismo parte, per primo, dai dipendenti:

Sarà difficile che le scuole pubbliche possano adottare in massa iPad e purtroppo i primi a risentirne saranno gli studenti. Si rischierà di avere una formazione di serie A e una di serie B, chi potrà permettersi la retta di un istituto privato studierà sul tablet mentre gli altri sui normali libri cartacei. Pur seguendo lo stesso corso di studi le scuole pubbliche non è detto che indicheranno agli studenti la versione cartacea di un libro digitalizzato e viceversa.

Fanno capire, insomma, che il problema riguarda gli accordi tra il ministero dell’istruzione e le grandi case editrici nazionali che non hanno la minima intenzione di lasciarsi sfuggire un mercato tanto florido e la gente ne è consapevole:

Funziona un po’ come per il petrolio, le cartiere e le case editrici detengono il monopolio sui libri di testo e guardano ai loro interessi. Anche l’idea del prezzo di copertina con un massimo imposto non è allettante, almeno fino a quando potranno far valere le loro condizioni.

E chi potrà permettersi iPad senza dipendere dalla scuola, potrà considerarsi avvantaggiato?

No, non sempre. Per quanto gli iPad, si stiano diffondendo a macchia d’olio, la loro distribuzione riguarda principalmente i professionisti o gli studenti universitari. Nelle scuole inferiori gli studenti con iPad sono delle mosche bianche e non potranno considerare il dispositivo un vero e proprio vantaggio. Se i professori indicano un titolo che non prevede la versione digitale, lo studente dovrà adeguarsi con il risultato che, oltre a qualche ricerca online, il tablet diventerà una spesa superflua.

Ma i genitori sarebbero disposti a munire di tablet i propri figli? All’interno dell’Apple Store, dipendenti e famiglie si trovano d’accordo nel constatare come la cifra per acquistare libri di testo per il corso di studi comporti una spesa notevolmente superiore all’acquisto di un iPad 2 da 16 GB, senza contare i vantaggi che questo comporterebbe in termini di salute per la schiena degli studenti.

Diverso invece è il pensiero lontano dal punto vendita dove le persone non ritengono iPad indispensabile e ancora piuttosto acerbo rispetto alla consolidata esperienza maturata dalle case editrici.

I libri di testo decisi dalle scuole non sono tutti digitalizzati e ora come ora non possiamo permetterci il rischio di dover spendere due volte, per il dispositivo e per compensare quello che manca al dispositivo. Per le ricerche online da integrare i ragazzi hanno il computer, una spesa di solito già ammortizzata.

Sempre secondo le voci raccolte all’interno dello store, la situazione sarebbe leggermente diversa in altri paesi europei:

Insieme agli Stati Uniti, noi riteniamo che solo Germania e Regno Unito possano introdurre iPad nelle scuole quasi da subito. In linea di massima i contratti tra case editrici e ministeri hanno durata di un anno o due mentre da noi, come in Italia, sono stati siglati a lungo termine con onerose penali in caso di rescissione. Questo favorisce l’innovazione che in altri paesi è penalizzata.

A questo punto è opinione comune e diffusa che dove non possano arrivare le istituzioni, possa essere Apple, magari in accordo con le grandi compagnie telefoniche, a fare un ulteriore passo di avvicinamento alle scuole con promozioni particolari dedicate agli studenti.

Sempre in Francia, tempo fa, per gli utenti della Orange era possibile noleggiare iPad ad 1 euro al giorno con contratto di locazione mensile. Una soluzione simile estesa alla durata dell’anno scolastico risulterebbe vantaggiosa per l’azienda di Cupertino e, soprattutto, per le famiglie che con una spesa minima potrebbero garantire ai propri figli uno strumento destinato a portare grandi novità nell’ambito scolastico.

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6 Commenti

  1. Prezioso articolo Pierpaolo ! Grazie…comunque per quanto riguarda il nostro paese la vedo dura…!

  2. Da noi devono essere le singole istituzioni (alias scuole/università) a doversi auto-munire di tutto.
    Se nemmeno il sistema centrale è informatizzato, tutto ancora alla vecchia e ingombrante carta, volete che il sistema scolastico si adegui?! Basta essere realisti per capire che sono solo utopie (in Italia).

  3. @ispazio Questa equivalenza scuola privata = nababbi è falsa. Molte scuola private sopravvivono con i sacrifici di genitori e insegnanti e non si possono permettere né IPad né computer in genere. E ogni anno é una battaglia per sopravvivere. I luoghi comuni sono duri a morire. Altroché iPad.

  4. Siamo bombardati dalle notizie sullo spread finanziario, e non si parla quasi mai dello “spread” culturale, che sta scavando un abisso tra noi e il resto dell’Europa.
    Ignoranza, arretratezza, distrazione allontanano sempre di più chi dovrebbe pensare al benessere di noi tutti dagli altri Paesi.
    E cioè dalla realtà.

  5. Il punto è che quella dei libri di testo scolastici è una gallina bella grassa da spennare! da un anno a quello immediatamente dopo escono le “nuove edizioni” dove spesso l’unica differenza si riduce a qualche pagina, ma guai a non comprare proprio quella nuova!!! l’ipad nelle scuole qui, nel paese dell’arretratezza culturale e del profitto-sopra-ogni-cosa è una mera chimera

  6. Proporre qualcosa di veramente utile ed economicamente vantaggioso alle famiglie? In Italia? Andando contro grandi interessi commerciali e monopoli vari? FOLLIA! L’Italia è un paese morto. Una specie di “Zona del Crepuscolo” di fumettistica memoria…
    Che schifo.

 

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