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Gruppi di ambientalisti cinesi accusano i fornitori di Apple per inquinamento ambientale



Un rapporto pubblicato quest’oggi dalle cinque grandi organizzazioni ambientali indipendenti in Cina e comunicato al Financial Times, accusa Apple per inquinamento ambientale consapevole sfruttando delle falle nei sistemi di gestione ambientale in via di sviluppo.

Il rapporto chiama in causa indirettemente l’azienda di Cupertino in quanto si rivolge alle società ad essa legate in un rapporto di fornitura commerciale. Viene rivendicato l’inquinamento atmosferico prodotto da due stabilimenti, Kaedar Electronics e Unimicron Electronics, che hanno costretto gli abitanti dei villaggi vicini a trasferirsi e a mandare i loro figli a scuola in altre città per via dell’elevato tasso di cancro riscontrato dal momento in cui le aziende hanno iniziato la loro attività.

I gruppi coinvolti hanno sostenuto di aver lavorato con 29 grandi aziende tecnologiche che nel corso degli anni hanno lavorato al fine di ridurre drasticamente la quantità di prodotti inquinanti ma sembra che Apple non abbia risposto alle richieste.

Pare che Apple sia stata contattata nel mese di giugno, quindi molto prima di quando sia stato stilato il rapporto. Secondo il Financial Times, da Cupertino avrebbero risposto che molti dei fornitori elencati nel rapporto non hanno nessun tipo di legame commerciale con l’azienda, senza fornire altri dettagli a riguardo perchè è abitudine di Apple non nominare molti dei propri fornitori.

Secondo quanto dichiarato nel rapporto, in cui viene appunto citata Apple, tra le aziende ispezionate e tra cui ce ne sono alcune collegate al gruppo di Tim Cook si evince che:

Non è stato possibile monitorare 37 impianti e controllare le emissioni inquinanti in atmosfera. Ci sono impianti di scarico non regolamentari che assicurino il rispetto della legge e le prese di emissione d’aria non sono state contrassegnate in modo chiaro.
80 strutture non hanno depositato o hanno manipolato sostanze chimiche pericolose in modo non corretto. Ad esempio, alcune strutture non hanno fornito contenimento secondario per le sostanze chimiche pericolose o stoccaggio separato per le sostanze chimiche incompatibili.
41 strutture non presentavano impianti di riciclaggio o smaltimento di rifiuti pericolosi come previsto dalla legge.

Apple non ha rilasciato pubbliche dichiarazioni sull’argomento per affrontare le accuse ma si è limitata a sottolineare l’impegno costante verso la lotta all’inquinamento:

Apple è impegnata nell’ottenere i più alti standard di responsabilità sociale su ogni tipo di fornitura. I nostri fornitori devono garantirci condizioni di lavoro sicure, un trattamento dei dipendenti rispettoso e dignitoso e, ovviamente, mantenere un elevato livello di controllo sull’inquinamento ambientale. Per ogni componente da cui è composto un prodotto Apple.

Questa non è la prima volta in cui Apple viene messa sotto accusa per quanto riguarda le catene di forniture commerciali. L’ultimo e triste caso riguardava l’esplosione nello stabilimento FoxConn a Chengdu, in Cina, dove vengono prodotti gli iPad.

Via | 9To5Mac

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