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Gli editori francesi contro Apple per diminuire la percentuale e ammorbidire le condizioni



Le applicazioni presenti sull’App Store diventano ogni giorno più redditizie per Apple che, tra musica e App potrà incassare, entro la fine dell’anno, ben 6 miliardi di dollari dal proprio store. Ma con l’introduzione dell’Edicola in iOS 5, potrebbero sorgere parecchie difficoltà per l’azienda di Cupertino nei rapporti con gli editori che pongono alcune condizioni senza le quali probabilmente boicotteranno la nuova applicazione.

L’agenzia di stampa Reuters riporta:

Lo stretto controllo che Apple applica sui contenuti da pubblicare su iPad ha fatto storcere il naso ad alcuni tra i più grandi quotidiani francesi che potrebbero rifiutarsi di distribuire i loro prodotti nell’Edicola di Apple. Le Figaro e l’Equipe sono gli ultimi ad essere rimasti delusi dalle richieste arrivate da Cupertino che, tra condizioni rigide e commissioni elevate, rischiano di rendere l’Edicola di iOS 5 un grande flop.

Nel caso in cui Apple non ammorbidisca le regole e le condizioni d’uso, molti editori finiranno per non voler vendere i loro giornali e riviste nell’edicola digitale di Apple considerando anche il fatto che le riviste francesi hanno già un’edicola digitale che utilizzeranno per spingere le edizioni virtuali delle loro riviste con abbonamento e offerte dedicate ai proprietari di iPad. Pascale Pouquet, direttore esecutivo del quotidiano francese Le Figaro dichiara:

Dovremo considerare l’ipotesi di perdere alcune vendite se non riusciamo ad arrivare ad un patto con Apple. Molte volte è meglio perdere un dito che tutto il braccio.

Così gli editori sembrano preferire le perdite piuttosto che pochi guadagni su iTunes. E’ una strategia strana ma anche giustificabile se si pensa che con l’IVA al 19,2% e la percentuale di Apple al 30%, metà del costo di ogni copia viene persa e alle case editrici restano pochi centesimi. Tanto pochi che secondo il direttore generale dell’Unione della Stampa francese è quasi più conveniente stampare un quotidiano che distribuirlo in formato digitale. Il pensiero di Pouquet fa tornare in mente un commento di Steve Jobs riguardo la monetizzazione attraverso internet:

Come uno dei più grandi venditore di contenuti digitali su internet, posso dirvi che è il prezzo aggressivo a far aumentare il volume di vendita.

L’idea del basso costo ha funzionato alla grande con la musica che, con iTunes, si è rivoluzionata. Ma è difficile riuscire a conquisitare gli editori e gli affezionati alla stampa pensando anche al fatto che molta gente rimane ancorata, per quanto riguarda la stampa, alla vecchia concezione di giornale o rivista da sfogliare. In questo momento il divario tra editori ed Apple è molto ampio ed è l’azienda di Cupertino ad essere in svantaggio.

Apple aveva fatto una lieve retromarcia, concedendo gli abbonamenti esterni all’AppStore ma i risultati sono stati poco interessanti. E alla fine alcuni editori hanno abbandonato del tutto il negozio digitale, altri che hanno cercato di schivare le regole come il Financial Times hanno visto la loro applicazione rapidamente rimossa dall’AppStore.

Nel frattempo le case editrici più piccole che non riescono ad assorbire la percentuale richiesta da Apple, sono costrette a ritirarsi mentre quelle con maggiore disponibilità e risorse, stanno studiando delle alternative. Time, ad esempio, offre l’abbonamento gratuito alla rivista digitale per tutti gli abbonati all’edizione cartacea, evitando così la percentuale da versare ad Apple.

Via | 9To5Mac

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5 Commenti

  1. qualcuno sa se sarà possibile per chiunque pubblicare in edicola o solo per le case editrici?

  2. e ancora non si capisce xkè…io (e altri) scemi programmatori alle prime armi…devo dare una percentuale alta a apple…e le carissime case editrici con tanto di sussidi statali, ive agevolate e anni di monopoli…povere non ce la fanno a pubblicare nulla xkè apple se spolpa

    • in Francia e negli Stati Uniti non è proprio come in Italia dove i problemi che hai scritto esistono e sono insindacabili.
      Ti invito solo a notare questo, quando poi giornali italiano faranno lo stesso è sacrosanto farlo notare

      • Guarda che al limite si puó discutere su quanto vengono finanziati, ma i finanziamenti pubblici ai giornali ci sono anche in USA e Francia e non di poco conto. Burchio ha perfettamente ragione a contestare i lacrimoni di coccodrillo degli editori. Sembra sia tutta colpa di Apple ma allora spiegami perché un Ebook comprato su qualsiasi negozio online costa come lo stesso libro di carta, anzi se il libro di carta lo compri all’esselunga o similare ti fanno anche il 20% di sconto.

  3. meglio il 30% ad apple, che il 30% di foreste che se ne vanno per produrre carta…

 

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