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E-Book, cosa cambia per la lettura sui dispositivi mobili | Riflessioni



Vista la notizia di pochi giorni fa in cui si fa riferimento ad iBookStore con l’arrivo tra gli scaffali virtuali dei libri pubblicati dalle grandi case editrici italiane, lo spunto che ne deriva riguarda una breve riflessione sul cambiamento del modo di leggere che si prospetta, dal libro reale a quello digitale o, più semplicemente, e-book.

Quella in atto è un’ampia rivoluzione del libro e della lettura che ha alla base la scoperta tecnologica dell’inchiostro digitale, meglio conosciuto come e-ink, che imita l’aspetto dell’inchiostro su un normale foglio di carta. La differenza rispetto ad un normale display che utilizza la retroilluminazione per illuminare i pixel, con l’inchiostro digitale tutto avviene grazie alla riflessione della luce ambientale che rende il display come un vero foglio di carta. Grazie a questa scoperta il passaggio da reale a virtuale è stato piuttosto breve anche se siamo solo all’inizio della rivoluzione vera e propria.

Non sappiamo come saranno gli e-book tra cinque o dieci anni né sappiamo come saranno i dispositivi adatti alla lettura nello stesso arco di tempo. Fino ad ora, dal momento in cui il “movimento” ha avuto inizio, abbiamo visto i Kindle di Amazon farla da padroni nel campo dei readers, seguiti a ruota dagli altri produttori. Apple, in questo senso è rimasta relativamente ai margini in quanto iPad, il prodotto di Cupertino con il formato più adatto alla lettura, non ha l’inchiostro digitale e ha dei consumi di batteria troppo elevati per renderlo leader in questo settore.

Nonostante i grandi passi avanti fatti da tutta la tecnologia nel corso degli anni, uno dei segmenti che suscita molto scetticismo ed opinioni contrastanti riguarda gli e-book. Anticamente molti grandi filosofi dell’antica Grecia ritenevano che la lettura avrebbe distrutto la capacità di pensare nelle persone. La nascita della stampa a caratteri mobili produsse invece l’idea che la diffusione dei libri avrebbe portato ad un rifiuto della realtà. Sull’onda di queste correnti di pensiero negative si basa anche il pensiero comune di filosofi e scrittori contemporanei che giudicano il libro digitale come uno strumento per “disimparare a leggere”.

Le basi su cui vengono espresse tali affermazioni sono tutte da scoprire, dal momento che sempre più persone, istituti e scuole si affidano ad iPad o altri tablet per far conoscere l’ABC ai bambini, studiare gli adolescenti e tenere allenata la memoria degli anziani. Forse, semplicemente, tutto si può ricondurre ad una paura incondizionata per il futuro e lo sconosciuto. Tutto quello che non si conosce e non si può controllare viene demonizzato, salvo poi ritrattare le proprie convinzioni una volta presa familiarità con gli strumenti che l’innovazione ci rende disponibili.

A voler ben guardare le potenzialità degli e-book sono moltissime. Grazie agli e-book non saremo costretti ad avere una libreria in casa anche se costituisce un ottimo elemento d’arredamento. E’ innegabile che avremmo più spazio. Ci sarebbe una maggiore scelta d’acquisto e di lettura.

Potremo leggere ovunque e comunque, magari saltando da un libro all’altro senza l’ingombro di due tomi. Potremo acquistare una copia del nostro libro con pochi click, anche a tarda notte. Potremmo (qui il condizionale è d’obbligo) avere un notevole risparmio rispetto al prezzo dell’edizione stampata, potremo prendere appunti ed evidenziare alcune parti del testo, tenendo traccia dei nostri interventi, effettuare ricerche rapide all’interno del testo.

Con l’introduzione delle ultime tecnologie potremo aver modo di studiare mappe, conoscere i luoghi d’ambientazione, vivere la lettura come se fossimo catapultati all’interno della storia. E poi, in ultimo, una libreria personale da far invidia ad una biblioteca.

Il rischio più grande non riguarda il pericolo che il nuovo soppianti il vecchio, il libro di carta non morirà mai, ma piuttosto che la versione digitale subisca l’influenza dell’industria mediatica con l’inserimento di pagine pubblicitarie o dal contenuto promozionale. Oppure, ancora peggio, diventi oggetto di controllo. Quando un lettore acquista un libro, nelle statistiche risulta che un libro è stato venduto.

Le librerie online e le versioni digitali dei libri favoriscono invece un controllo totale di ogni aspetto. In ogni momento qualcuno potrà sapere che quel lettore ha scelto quel libro, l’ha pagato quella cifra, è arrivato a leggere fino ad un determinata pagina oppure non ha mai iniziato la lettura. Attraverso la versione digitale ci sono una moltitudine di aspetti segreti su cui si tende a non focalizzare l’attenzione ma che forniscono un prezioso riassunto del nostro profilo. Che va a vantaggio delle case editrici e delle librerie con il nostro più o meno inconsapevole consenso.

In termini pratici, la lettura non viene stravolta. Rimane ancorata al concetto di sequenzialità che abbiamo imparato sul libro cartaceo. Non va infatti confusa la lettura digitale con quella ipertestuale tipica della navigazione su internet che ci invita a rimbalzare da una pagina all’altra con i link su cui cliccare.

La lettura digitale è molto più semplice anche per quanto riguarda l’approfondimento delle note, basta un click per leggere una nota su una porzione di testo senza abbandonare la pagina di partenza. Questo costituisce un vantaggio in quanto ci permette di non perdere l’attenzione su quanto stavamo leggendo e restare concentrati. Rispetto alla carta, viene accentuato il cosiddetto passo del gambero ossia la pratica di tornare indietro a leggere un passo o un punto oppure il salto della cavalletta, saltare da un testo all’altro nell’arco di pochi secondi. Quello che cambia sono solamente i tempi.

Ma cosa ne pensano i lettori? E’ difficile stabilirlo con esattezza. Il lettore difficilmente si lascerà convincere ad abbandonare la carta. Le sensazioni che offre la ruvidità della pagina, il profumo della stampa, il rumore dei foglio che scricchiolano sotto le dita sono gli argomenti con cui si cerca di resistere al nuovo che avanza e che, in effetti, niente di tecnologico potrà mai superare. Il rifiuto sarà tale da non permettere di individuare il benché minimo vantaggio del digitale rispetto al cartaceo. I lettori occasionali invece non si lasceranno influenzare dalla tradizione o dall’innovazione ma punteranno solo sulla comodità di avere in tasca un libro da leggere quando e dove vorranno.

Come già dicevamo in occasione dell’ampliamento di iBookStore con l’aggiunta degli autori italiani, almeno inizialmente ciò che potrebbe attirare da una parte o dall’altra potrebbe essere il prezzo. L’e-book è comodo, ma per funzionare dev’essere anche conveniente anche perché nella versione digitale si elimina il costo di stampa, di rilegatura e di confezionamento. Il vantaggio esiste per le case editrici ma deve esistere ancor di più per il cliente finale. Trovare tra gli scaffali di iBookStore libri digitali ad un costo solo leggermente inferiore al libro stampato non stuzzica la fantasia, non invoglia all’acquisto di un bene che arriveremmo a possedere solo virtualmente.

Qualcuno ha avuto il coraggio di affermare che la percentuale da versare ad Apple, pari al 30% del prezzo di vendita, riesca a mettere in crisi gli introiti delle case editrici che finirebbero per guadagnare meno del previsto. Probabilmente il tutto deriva da una mancanza di coraggio o, ancora di più, da una mancanza di fiducia verso questo nuova apertura perché se le case discografiche hanno saputo accontentarsi e arrivare quasi a dimezzare il costo della musica, dimostrando che i margini di guadagno esistono ugualmente, con la consapevolezza di aumentare il bacino di vendita, non si capisce perché la stessa cosa non dovrebbe succedere anche con i libri.

L’e-book andrebbe visto come lo strumento migliore per diffondere la lettura perché, inserendolo in un contesto apparentemente diverso da quello tradizionale, potrebbe invogliare a sfogliare pagine, anche se virtuali, molte più persone spinte dall’idea di provare una nuova esperienza, tutta digitale. Speriamo che anche le case editrici arrivino a vedere sotto quest’aspetto il nuovo mercato, facendo in modo che la lettura sia accessibile a tutti.

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18 Commenti

  1. Finalmente un articolo interessante

  2. da lettore e al contempo amante della tecnologia dico tranquillamente di aver già letto molti libri sul mio iPad e di trovarlo davvero comodo! Non penso però che sarò mai portato ad acquistare un libro perché rimango fedele alla carta stampata e a tutte le qualità che sono elencate nell’articolo!

    Per me il massimo sarebbe poter acquistare il libro fisicamente e trovarci all’interno un codice da usare per scaricare la copia digitale! Sarebbe il modo migliore :)

    • Devo ammetere che l’idea del codice sarebbe spettacolare e l’ideale!

    • Io sarei d’accordo con la doppia versione, X euro per la carta, X+Y per entrambe…Sarebbe fantastico.

    • Ragazzi, ma lo facciamo anche un bel discorso etico?
      Il libro su carta è anacronistico. Contribuisce al disboscamento di grandi porzioni di foreste asiatiche con un conseguente enorme inquinamento e alla distruzione dell’habitat delle tigri, degli orango e di altri animali già in pericolo di estinzione (nessuno qui ha mai sentito parlare della famigerata Asia Pulp and Paper??? Evidentemente no… fatevi un giro su internet e riparliamone).
      Il futuro deve essere digitale!!! Parlo da lettrice, che ha a casa una libreria enorme piena libri e riviste per i miei hobby acquistate anche negli States. Ora compro cartaceo solo se non posso fare altrimenti e prendo le riviste in digitale dagli USA e i libri li scarico, si li scarico, perché penso che le case editrici (italiane) con la loro cieca arroganza si meritano di finire a gambe per aria. Quando cambieranno registro e decideranno di dar retta anche al resto del pianeta e non solo ai loro maledetti guadagni allora ricomincerò ad acquistare…
      E poi posso portarmi dietro tanti libri e tante riviste da non dover mai rammaricarmi per dover scegliere!!!

  3. Complimenti Pier….!!!

  4. A me i libri piacciono più stampati però ammetto che la comodità di avere i libri a portata di mano in un solo computerino (come l’ipad) è grande.
    Anche io ne ho letti parecchi di libri e quindi ho trovato l’utilità, però i libri di carta hanno qualcosa di speciale per me (opinione personale giustamente).
    E come ha detto david, credo anche io che il massimo possa essere quello di aver diritto, per chi acquista il libro fisicamente, a un codice che permette di scaricare una copia gratuita digitale.

    Io comunque riguardo i libri ne so qualcosa.
    Prendiamo un libro di 246 pagine, dim 15×23, bianco e nero, copertina morbida.
    In negozio questo libro costa: 15 euro

    Dovete pensare che mediamente SOLO LA STAMPA E RILEGATURA (quindi niente guadagno da parte di nessuno) viene sui 10 euro.

    Quindi il guadagno è in quei 5 euro che andrà diviso tra l’editore e l’autore.
    A questo punto se quel libro costa 15 stampato è chiaro che deve costare 5 in digitale, mi sembra giusto. Insomma ci deve essere la convenienza, proprio perché la carta, l’inchiostro, la stampa, il ritaglio del tipo di dimensione e la rilegatura hanno un costo e queste cose vengono eliminate con il digitale.

  5. I display e-ink sono ottimi devo dire per leggere, ma su iPad io proprio non riesco dopo un po’ risulta stressante e faticoso per gli occhi. Solo che allo stesso tempo portarsi dietro due dispositivi è scomodo e quello che si lascerebbe a casa sarebbe l’e-book reader che ovviamente è più limitativo rispetto ad iPad

  6. è troppo + comodo e leggero, bisogna essere cresciuti a pane e monitor sennò ammetto che la vista si affatica…

    personalmente apprezzo moltissimo il fatto di avere tutto in casa, una libreria con possibilità di leggere pagine e pagine “in prova”, rceensioni di chi lo ha letto e non di chi è pagato per parlarne bene…

    ne ho già comprati due…e diciamo che l’ultimo libro che in carta che ho letto…risale a moooooooooooooolti anni fa

  7. Intervengo nella doppia veste di lettore ed autore.
    Per come la vedo io, se escludiamo gli aspetti ludici della carta, il problema di ibookstore è solo il prezzo.

    Faccio un esempio per intenderci: L’ultimo di Robert Harris costa 20 euro in libreria e 9,90 su ibookstore.
    Perché dovrei spendere 9,90 quando, come tutti sappiamo, la carta è molto meglio?
    La vertià è che su ebay si trovano già versioni cartacee a 9 euro… cioè meno dell’ebook. Nessuno (fatto salvo per curiosità) compra un ebook che costa più del cartaceo…

    Da autore mi sento di dire che per superare il fattore psicologico di “ebook meno bello ma più conveniente” il prezzo dovrebbe essere davvero invitante (da 2,49 a massimo 5 euro… ma 5 è già troppo!).

    Il mio ultimo libro “I figli del serpente”, per esempio, edito in cartaceo a 18 euro, viene venduto in epub e kindle a 2,49. Dico di più, quando è arrivato in app store con una app veniva venduto a 0,79…
    A conti fatti, ho guadagnato di più quando veniva 0,79 (perché ne ho venduti moltissimi) rispetto ai 2,49 o 3,99 dell’app attuale.

    In ogni caso, mentre su ogni libro cartaceo a me autore resta in mano meno di un euro, con l’ebook mi resta in tasca di più!

    In conclusione, care case editrici, fino a che i prezzi delle novità in ebook saranno 9,90 il settore non decollerà!

    • Mi ricordo molto bene del tuo libro, lo comprai (a dire il vero era un regalo) perchè dalle recensioni avevo letto che il tuo stile era molto simile a Dan Brown, ma poi per una sfortunata casualità è andato perso senza che avessi letto una sola pagina…ma appena posso lo riprendo 😉
      Un mio amico lo aveva letto e ti aveva definito straordinario e coinvolgente….ora ti ritrovo a commentare un nostro articolo…i casi della vita… :)

    • A proposito di casi della vita, stavo guardando ieri sera proprio il tuo libro su Amazon e mi sarebbe interessato comprarlo e poi ecco il tuo commento :)
      Grazie per il tuo intervento, molto prezioso. Il discorso è quello affrontato, ossia che se le case editrici non ridurranno il prezzo degli ebook, la gente non si deciderà mai a cambiare strada. Purtroppo sembra che non capiscano o forse non hanno ancora convenienza nel promuovere il digitale rispetto al cartaceo.

  8. Luca ti ringrazio molto. Seguo sempre ipadevice ed è grazie all’ipad che mi sono addentrato nel mondo ebook…

    • Figurati….siamo noi a ringraziarti….gli autori italiani sono spesso dimenticati in favore di quelli stranieri, invece andrebbero spinti maggiormente…specie quelli validi come te.
      Saluti.

  9. Ci sono anche esempi positivi. Il libro dell’autore che si firma solo Marcello è in testa alle classifiche di vendita e su iBookstore si trova a meno di 5 euro.

  10. Io continuo a sostenere che, al momento, l’e-ink sia il modo migliore per leggere in digitale e spero che la tecnologia si evolva in un e-ink a colori (al momento non ancora soddisfacente).
    Detto questo, comunque, anche io concordo con il fatto che il problema principale sia il prezzo ancora troppo alto per questo tipo di letture.

 

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