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Come Apple dovrebbe migliorare iBooks per competere con Amazon | Approfondimenti



Amazon ha aperto la pista ed Apple l’ha seguita con il programma che consente agli scrittori o aspiranti tali di auto pubblicare i propri libri su iBookstore. Tutto funziona tramite iTunes Connect, lo stesso sistema che permette agli sviluppatori di caricare le proprie applicazioni. Ma Apple in questa circostanza è sembrata stranamente acerba e con necessità di migliorare il servizio offerto.

Certo, Apple è relativamente nuova nel settore dei libri digitali su cui Amazon è riuscita ad ottenere un discreto vantaggio, “masticando” da sempre libri in formato cartaceo e digitale. È ovvio che a Cupertino le potenzialità per offrire un servizio di authoring migliore e valido ci siano, bisognerebbe solo che trovassero gli spunti giusti per arrivare a competere con il colosso di Jeff Bezos.

Al momento, gli autori indipendenti che decidono di commercializzare la versione elettronica del loro scritto si trovano di fronte a strumenti e lungaggini burocratiche snervanti, tanto che spesso rinunciano oppure optano per soluzioni differenti. Mentre su Amazon serve poco più che un account, per iBook è necessario un file .epub convalidato, il codice ISBN, contratti, documenti e poi ancora tanta pazienza.

iTunes Connect

Il problema di iTunes Connect non è tanto nel programma quanto nei server che spesso sono sovraccarichi e ogni operazione può richiedere diversi minuti o decine di minuti. Capita che nei momenti di picco del traffico si possa perdere anche quasi una giornata intera per seguire ogni passaggio e questo è uno dei primi motivi di rinuncia. La soluzione è quella di utilizzare un trucchetto, uno strumento purtroppo poco documentato come iTunes Producer che aggiorna i metadati del file e permette di risparmiare un bel po’ di tempo. Purtroppo se l’asso di Apple è iTunes Producer, le speranze di tenere testa all’avversario sono ancora poche, a meno che non si sposti la visuale su un aspetto più amatoriale dove allora il prodotto potrebbe considerarsi discreto.

Quando un autore decide di pubblicare la propria opera su Amazon trova tutto semplice ed intuitivo e si aspetta di ritrovare le stesse caratteristiche anche su iTunes, visto che Apple da sempre ha cercato di rendere tutto utilizzabile da tutti senza troppe complicazioni. Affacciandosi ad iTunes con queste premesse ecco che le difficoltà che si presentano hanno una “violenza” tale da far pensare di aver colpito un lampione in pieno viso.

Per iniziare

Immaginate di voler trascorrere un weekend in qualche amena località turistica. Pianificate le giornate, preparate l’auto o la moto e partite per la destinazione prescelta. Arrivate al casello autostradale, evitate la coda grazie al Telepass, uscite dall’autostrada dopo qualche ora e impiegate un po’ di tempo solo per trovare parcheggio perché il centro è affollato. Ma in breve riuscire a parcheggiare e avrete la possibilità di godervi le vostre giornate di relax.

Ora invece immaginate la stessa scena, ma al casello autostradale vi accorgete di aver dimenticato il Telepass, restate in coda all’imbocco e ci restate anche all’uscita quando non trovate le monete per pagare il pedaggio. Con l’umore già compromesso raggiungete la località che avete scelto ma, vostro malgrado, scoprite che non ci sono parcheggi liberi ma solo a pagamento e le monete che vi sarebbero servite le avete spese poco prima per uscire dall’autostrada. In più vi tocca anche una lunga camminata.

Due esempi, estremi, per spiegare le differenze attuali tra Amazon e iBook. Con il primo servizio pubblicare un libro risulta essere una pura e semplice formalità e in pochi giorni, forse un paio, potrete trovare il vostro titolo sugli scaffali virtuali dello store. Invece con iBook la questione si complica, bisogna provvedere alla firma dei contratti, al pagamento delle commissioni, fornire le coordinate bancarie e soprattutto fornire un formato corretto del manoscritto, cosa che invece Amazon permette di fare in breve tempo con processi automatizzati.

In alternativa è possibile utilizzare  aggregatori certificati, come Smashwords o Lulu, servizi che semplificano la messa in vendita dei propri libri, distribuendoli ai mercati più importanti, tra cui iBook. Sono molto comodi, forniscono il codice ISBN ma non fanno nulla per nulla. Di solito viene richiesta una percentuale che varia dal 50 al 60% sul prezzo di copertina che, sommata al 30% che trattiene Apple, decurta notevolmente il guadagno dell’autore. Si occupano di tutto, metadati, prezzi, marketing ma il prezzo per non perdere la pazienza è forse troppo elevato. Gli aggregatori approvati da Apple per il Nord America sono Ingram, INscribe Digital, LibreDigital, Lulu e Smashwords che tra l’altro è l’unico servizio ad offrire la conversione da file Word in ePub. Per l’Europa invece troviamo Bookwire e Immatérial.

Il codice ISBN

Se tutto quello che desiderate è pubblicare su iBook, lasciate perdere gli aggregatori e armatevi di pazienza e costanza, acquistate il codice ISBN e lanciatevi nell’avventura. Per distribuire un libro su iBook, ma anche in ogni altro mercato, avete bisogno del codice ISBN.

Per chi non lo sapesse, il codice ISBN è un codice internazionale che individua univocamente un libro in tutto il mondo ed è costituito da un numero di 13 cifre (fino al 31 dicembre 2006 era a 10 cifre) che da diversi anni viene applicato ad ogni volume ufficialmente edito in tutto il pianeta. Tutti gli esemplari di uno stesso libro hanno lo stesso codice ISBN, ma questo è diverso da quello di ogni altro libro al mondo, comprese eventuali altre edizioni dello stesso testo. Esso è quindi come una matricola, e viene utilizzato spesso per catalogare i volumi nelle biblioteche, per ordinare libri per posta, ed in generale per riferirsi senza errori ad un testo, esattamente come ci si può riferire univocamente a una persona utilizzando il codice fiscale.

In Italia è possibile acquistare il codice ISBN rivolgendosi direttamente al sito dell’Agenzia ISBN. I codici vengono venduti a pacchetti multipli e più se ne acquistano, meno costano. Un codice ISBN ha un costo di circa 45 euro oltre alle spese di adesione al servizio pari a 30 euro. Negli Stati Uniti il fornitore esclusivo è Bowker che vende un codice a 125 dollari.

Amazon non richiede il codice ISBN per catalogare e vendere i libri, motivo per cui gli autori preferiscono il servizio legato al mercato del Kindle, più economico e immediato. Se Apple davvero avesse intenzione di ritagliarsi una considerevole fetta di questo mercato, dovrebbe iniziare a preoccuparsi di snellire le pratiche burocratiche e non legare i libri ai codici ISBN in maniera così autoritaria.

Strumenti di Authoring

Se avete una copia di Word oppure Open Office sul vostro computer, in linea teorica sareste già in grado di poter pubblicare un libro su Amazon. O meglio, vi servirebbe anche una storia, originale, coinvolgente, affascinante ma questo punto lo diamo per scontato, altrimenti non pensereste a come pubblicare il vostro libro. Comunque, basta creare un semplice foglio di stile o utilizzare una delle impostazioni predefinite e pensare ad eventuali immagini da inserire nelle pagine. A questo proposito sarebbe opportuno non ridimensionare mai le immagini ma lasciare che sia lo strumento di conversione ad effettuare la riduzione. Amazon ne ha uno molto valido.

Per iBook gli strumenti di conversione sono tanti e consentono di esportare il vostro libro con diverse estensioni ma sicuramente il più sicuro è il formato ePub. Anche se Word riesce ad esportare i file HTML e Calibre può convertire in ePub, il risultato finale non supera la validazione. Al massimo Calibre potrebbe essere utilizzato su un file ePub per modificare i metadati.

Anche Pages è un valido strumento per la creazione dei contenuti, il vostro libro potete scriverlo direttamente lì ma non è abbastanza professionale. Anzi, a dire il vero risulta piuttosto obsoleto soprattutto per le modalità di revisione. La soluzione migliore, per quanto risulta lenta, è la combinazione di Word, Pages e Calibre. Purtroppo Apple ha una falla notevole riguardo la creazione e produzione di ebook. Con tutte le novità introdotte negli ultimi tre anni, è mancato un aggiornamento serio per la suite iWork. In questa circostanza a Cupertino non hanno scelto di essere apripista ma si sono accontentati della seconda fila, addirittura alle spalle di Word.

Conclusioni

Quello di cui Apple avrebbe davvero bisogno è un’iniziativa interna che corrisponda o superi la World Wide Developer Relations per le app, rivolta però all’editoria. Servono strumenti per la pubblicazione e serve che venga offerta agli autore di promuoversi sul mercato di iBook, più di quanto possano fare. Allo stesso modo in cui Apple si è dedicata i clienti finali e agli sviluppatori, con tutte le attenzioni possibili, serve un sostegno anche per gli autori indipendenti perché anche quel mercato, che si sta ancora evolvendo, potrebbe portare frutti importanti.

Apple deve fornire risorse per la scrittura e la gestione e revisione dei testi, con lo stesso impegno che ha dedicato agli sviluppatori di applicazioni e soprattutto, se vuole che iBook emerga davvero, deve permettere di slegarsi dai codici ISBN e la parola d’ordine deve diventare “Semplificazione”. Lo scrittore deve dar sfogo alle sue capacità espressive e non perdersi tra i meandri del mondo burocratico.

Via | TUAW

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19 Commenti

  1. Davvero un bellissimo articolo… Chiaro e argomentato. Complimenti, offe davvero molte delucidazioni sullo stentato decollo dell’ibooks store

  2. Quello che mi chiedo io è questo: se spendo 20€ per la versione cartacea di un libro, è giusto che per leggermelo anche su iPad, debba spendere altri 10/15€?

    • Puoi sempre prendere la versione elettronica e poi andare in libreria a chiedere se sia giusto dover pagare di nuovo per avere quella cartacea.

      Almeno ci risparmi l’imbarazzo di doverti rispondere male.

      • E’ a te che si dovrebbe rispondere male invece!

        Tempo fa in alcuni film acquistati era data la possibilità (io ricordo con il cavaliere oscuro) di scaricare la versione divx direttamente dal sito attraverso un codice fornito nella scatola del film!

        Penso che la stessa cosa dovrebbe avvenire sia per i libri che per la musica (anche con una piccola sovrattassa per carità) ma non è giusto che bisogna riacquistare lo stesso prodotto a prezzo pieno in quanto così si alimenta l’illegalità!!!

  3. Ottimo articolo. Solo una precisazione: è vero che bastano Word o un normale editor, ma sarebbe consigliabile utilizzare inDesign o QuarkXPress, che forniscono maggiore controllo sulla formattazione del testo ecc ecc. e sono i software che si utilizzano in campo professionale.

    • Certo, inDesign o XPress sarebbero il top… Ma hanno costi non indifferenti (per fortuna o purtroppo) certo che un professionista dovrebbe affidarsi proprio ad uno dei due :)

  4. iPad per “pacioccare”, Kindle per leggere.
    Punto.

    • Come no?! Spendo più di mille euro per leggere un libro, leggere mail ecc…

      L’ipad è sufficiente chiaramente devono migliorare il sistema di pubblicazione

      • Quello che non funziona però, almeno per i libri, è lo schermo dell’ iPad. :)
        Trovo che sia molto pesante la lettura, a differenza del Kindle.

  5. Sarebbe bello se quando acquisti un libro in versione cartacea si potesse averla in versione digitale a un prezzo ridotto…

  6. Da quello che so io apple tutto sommato vende, guadagna e fa guadagnare molto!
    Piuttosto sviluppare un app per leggere più comodamente

  7. il kindle è più adatto a leggere libri per via dello schermo, e non credo proprio che l’apple cambi qualche cosa nel suo iPad per questo scopo compromettendo altre qualità del tablet

    • Il discorso è semplice…. Con il Kindle puoi solamente leggere (almeno per le versioni diverse dal fire)

      Con iPad puoi fare tutto e anche leggere… Io sinceramente ci leggo benissimo…

      • Kindle ed iPad son due cose diverse però e, soprattutto, con due prezzi molto diversificati tra di loro. 😉
        A parer mio non si devono e non si possono mettere in confronto sotto questo aspetto.

  8. Bell’articolo davvero, molto approfondito! Complimenti allo staff per la qualità di questi giorni.

  9. Domanda che c’entra relativamente: come mai iBooks mi crasha 9/10 che lo apro? iPad 1 WIFI 5.01 JB

    • È proprio quel JB che hai scritto nella descrizione del tuo ipad la causa dei crash, cerca su cydia il fix.

  10. Per certi versi sono a favore di Apple, per altri di Amazon.
    Innanzi tutto pages è molto più professionale e scorrevole di word. Inoltre ritengo sia giusto che apple richieda il codice ISBN poichè se l’hanno inventato serve a qualcosa. Un autore che pubblica il suo libro solo su Amazon difficilmente credo che potrà fare successo dato che una ricerca in un comune sito di libri non lo rivelerà e comunque uno la pensi, i ilbri ora vengono conosciuti grazie alla pubblicità nelle librerie o cose simili, non su Amazon (e nemmeno su iBooks).
    Altra cosa sono i prezzi, che sono ancora un po’ alti per i libri in formato digitale, dato che la casa editrice non ha così facendo le spese di trasporto e di stampa del libro. Ma è logico pagare tutti e due, dato che secondo me pochissima gente è interessata all’acquisto di entrambi i formati (cartaceo e digitale) dato che se un libro lo prendo cartaceo vuol dire che in digitale mi trovo male a leggerlo (molta gente, compreso me, fa molta più fatica a leggere in digitale a causa di problemi alla vista), se lo prendo digitale vuol dire che non faccio fatica e se ho sempre con me il mio tablet, non vedo cosa serva la versione cartacea che occupa solo più spazio.

  11. Io prendo digitale per il prezzo ma ripiango sembre la carta che ha un fascino tutto suo…

 

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