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Baldur’s Gate: Enhanced Edition, IL gioco di ruolo per PC adesso su iPad | Review iPadevice [Video]



Baldur's Gate: Enhanced Edition (AppStore Link)

Nome:

Baldur's Gate: Enhanced Edition
8,99

Categoria:

Giochi

Baldur’s Gate: Enhanced Edition è il remake dell’omonimo gioco di ruolo del 1998 sviluppato dalla mitica Bioware, e della sua espansione “Tales of the Sword Coast”. Il nuovo gioco, disponibile ad oggi solo su PC ed iPad, è stato portato su tablet dalla Overhaul Games, una divisione di Beamdog, con un ritardo di quasi sei mesi rispetto a quanto preventivato.

Approcciarsi ad un gioco come Baldur’s Gate dopo quattordici anni di evoluzione tecnologica - nel mondo dei videogiochi rappresentano almeno un secolo – fa indubbiamente un effetto strano. Perché questo non è un gioco qualsiasi, ma è stato un punto di riferimento per anni per tutti i giochi di ruolo di un certo calibro, che dovevano scontrarsi, volenti o nolenti, con il capolavoro dei ragazzi di BioWare. Ma quattordici anni sono tanti, e di passi in avanti la tecnologia ne ha fatti eccome, e sono tanti anche per i capolavori più indiscussi.

Riproporre un capolavoro simile su AppStore, su dispositivi mobile, senza il supporto del sistema di puntamento per cui è stato pensato, rappresenta una mossa troppo coraggiosa per i ragazzi di Overhaul Games, che ammettono di aver dovuto effettuare più di 400 modifiche e miglioramenti al titolo originale, oltre alla correzione di molteplici bug.

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Ma andiamo con ordine, perché spiegare un gioco di ruolo così complesso, e basato sulle regole di Dungeons & Dragons, non è assolutamente impresa semplice.

PRIMO APPROCCIO

Innanzitutto dimenticatevi tutti i giochini di cui vi siete beatamente abituati su AppStore. Baldur’s Gate: Enhanced Edition non fa ASSOLUTAMENTE parte di questa categoria. Il “nuovo” titolo di Beamdog è un gioco serio, in tutte le accezioni possibili che può avere questo termine. Non avete alcuna possibilità d’errore, nessuna possibilità di compiere una mossa azzardata praticamente in nessuna circostanza all’interno del gioco. Persino i dialoghi vanno ponderati accuratamente.

E qui ci scontriamo nella prima grossa, grossissima pecca di Baldur’s Gate: Enhanced Edition. Il gioco purtroppo non è localizzato in lingue diverse da quella inglese. Se consideriamo che ci saranno dialoghi veramente corposi per tutta la durata della storia, e questi saranno l’unico modo per conoscere ed apprendere gli intrigati intrecci della trama, una scelta (sbagliata, sbagliatissima) di questo tipo taglia fuori una grossa parte d’utenza, già altamente stringata per l’esclusività stessa del titolo.

Fatte le dovute premesse che un giocone come questo merita, iniziamo con la recensione vera e propria. Il gioco pesa la bellezza di 1,83GB, e per la sua installazione ne richiede quasi 4 liberi: una tale complessità si paga. Una volta lanciato e premuto sul tasto Baldur’s Gate verremo accolti da una sequenza in stile cartoon del tutto ridisegnata per dare al titolo una connotazione meno vintage, e più al passo coi tempi.

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Prima di iniziare abbiamo la possibilità di scegliere un personaggio fra alcuni predefiniti, oppure crearlo da zero impostando ogni caratteristica possibile ed immaginabile (alla stregua dei GDR moderni): possiamo selezionare genere, razza, classe, allineamento (se buono o malvagio), le caratteristiche fisiche, le abilità iniziali, l’aspetto estetico e il nome.

Ognuna di queste caratteristiche  è ovviamente legata ad ogni altra, in base all’allineamento ad esempio potremo scegliere solamente alcune classi, seguendo pedissequamente le regole della seconda edizione di Advanced Dungeons & Dragons. Completato il nostro eroe saremo catapultati nell’intreccio di una delle storie fantasy meglio raccontate che la storia dei videogiochi per PC possa ricordare ad oggi. Quella di un giovane eroe che…

TRAMA

L’intreccio di Baldur’s Gate vi vede vestire i panni di un giovane eroe del quale, come espresso poc’anzi, sceglierete voi il nome, le caratteristiche e le sembianze. Un’introduzione testuale vi catapulterà all’interno dei Forgotten Realms, raccontandovi di come Gorion, un potente mago nonché vostro tutore sin dalla nascita, sia preoccupato di alcuni avvenimenti di cui non vuole parlarvi. Improvvisamente vi chiede di spendere alcune monete per equipaggiarvi di armi ed armature e prepararvi per un lungo viaggio.

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Il potente Gorion però muore nel tentativo di salvarvi la vita da un’imboscata, e da qui inizia il vostro errare vagabondo in cerca della verità. Il viaggio vi porterà a visitare tutti i meandri più oscuri e remoti delle Sword Coast, inizialmente con la vostra amica (ladra) d’infanzia Imoen. Il gruppo si espanderà nel corso dell’avventura in base agli incontri che farete nelle varie città, o nei vari dungeon, e potrà subire delle perdite, che saranno permanenti nel corso dell’avventura. L’eventuale intreccio di simili casualità verrà scelto indiscriminatamente da voi, e dalle azioni che compierete durante il gioco. Non vi sveleremo altro della trama perché va gustata, passo dopo passo, colpo di scena dopo colpo di scena.

INTERFACCIA

Prima di entrare nel vivo del gioco vi consiglio di seguire e partecipare al tutorial. Iniziare a giocare a Baldur’s Gate senza sviscerarne prima il tutorial sarebbe come iniziare a guidare, con una F1 con l’elettronica disattivata. Non riuscireste nemmeno ad uccidere un ratto, che potrebbe mettere in seria difficoltà l’intero gruppo di “impavidi eroi”.

Completare il tutorial richiede più tempo rispetto a finire addirittura una buona parte dei giochi presenti su AppStore, dopo di questo tuttavia vi aspettano qualcosa come 80 ore di gameplay, senza considerare eventuali morti (e ce ne saranno parecchie), ed eventuali “caricamenti selvaggi” una volta che un PG (un personaggio interpretato da voi, nel vostro gruppo) che magari vi stava più simpatico di altri, o era semplicemente indispensabile nel set-up del vostro gruppo, non ce l’avrà fatta. In questi casi inizierete imperterriti a caricare l’ultimo salvataggio, ripetendo le gesta che avevate poc’anzi concluso.

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Nel tutorial prenderete confidenza con l’interfaccia del gioco, che ovviamente deve scontrarsi con l’evidente cambiamento del sistema di puntamento del dispositivo. Baldur’s Gate è stato pensato con il mouse in mente. Per forza di cose spesso e volentieri la riproposizione su dispositivi touch sembra essere stata una cattiva idea. A volte azioni come “entrare in una caverna” o “cambiare locazione” diventano seriamente dei problemi.

Perché se con il mouse bastava andare sull’entrata della caverna, oppure sul bordo dello schermo per cambiare scenario, con il touch tutto diventa ostico, e vi vedrete spesse volte imprecare nel tentativo di colpire un punto ben preciso, e molto piccolo sulla mappa, in cui l’errore di un millimetro può pregiudicarvi l’ingresso in Paradiso. Queste meccaniche verranno apprese durante il corso dell’avventura con l’esperienza, ma per tutta la sua durata vi dovrete imbattere, purtroppo, nella difficoltà di capire il punto, quasi del tutto invisibile, in cui i ragazzi della Bioware avevano previsto l’ingresso di un nascondiglio.

L’interfaccia vera e propria è stata modificata rispetto al titolo originale e adesso fa da cornice a quello che vediamo in-game. I tasti che riempiono questa cornice sono tanti, e ognuno indispensabile per poter uscire illesi dai vari combattimenti. I tasti che faremo uso più costantemente nel corso dell’avventura saranno quelli relativi alla mappa, al diario, all’inventario, alla pagina del personaggio, alle spell del mago, a quelle del prete e quella delle impostazioni.

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Nella parte bassa abbiamo invece le opzioni del combattimento. Da qui possiamo scegliere se attaccare i nostri nemici, se difendere, con quale arma attaccarli, le spell da usare e gli “Oggetti rapidi”, da selezionare in caso di pericolo.

A destra invece troveremo gli avatar dei personaggi che compongono il nostro gruppo di eroi tramite i quali potremo comodamente selezionarli ed impartir loro gli ordini ed i movimenti sulla mappa. Possiamo avere fino a sei personaggi contemporaneamente, e possiamo gestirli uno per uno, oppure tutti assieme, mandandoli “all’arrembaggio” e quasi certamente a morte certa. La strategia, nel titolo BioWare/Beamdog è sempre un’ottima alleata.

GAMEPLAY

Approcciarsi ad un gioco come Baldur’s Gate con una certa superficialità non ci farà gustare il titolo come lo stesso merita. Le prime fasi del gioco, qualsiasi sia la vostra abilità con i giochi di ruolo, saranno frustranti, ostiche, difficili. Il tutto esagerato dall’evidenza dei quattordici anni trascorsi dalla sua prima apparizione su PC.

Se non avesse avuto il nome Baldur’s Gate io stesso avrei smesso di giocare dopo 5 o 6 minuti di gameplay, dopo aver visto la schermata di morte per almeno 12 volte. Ma sono tanti gli elementi che ti fanno restare appiccicato allo schermo. Prima di tutto la grandissima personalizzazione che è possibile dare ai PG.

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Prima di tutto nel gioco, man mano che si va avanti, si trovano degli oggetti rari che fanno crescere esponenzialmente le abilità dei nostri personaggi. Se nei primi momenti tutto quello che possiamo sperare di sconfiggere sono ratti e lupi, dopo qualche ora di gioco ci troveremo di fronte coboldi, orchi, ragni velenosi, e ognuno avrà bisogno di un determinato equipaggiamento per poter essere contrastato adeguatamente.

Inoltre visitando nuovi accampamenti, regioni e villaggi incontreremo altri eroi che potremo aggiungere al nostro gruppo. La scelta degli eroi da portarci dietro è da ponderare scrupolosamente. Nel gruppo abbiamo bisogno almeno di un tank e di un elemento di supporto, il primo per attirare su di sé i colpi dei nemici, vestito con armature pesanti e scudo, e il secondo per controllare adeguatamente i nemici e curare eventuali feriti in battaglia.

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Gli altri membri sono da scegliere con meno attenzione, ma sono da ponderare caldamente eventuali “damage dealer”, cioè coloro che infliggeranno i colpi più potenti, e permetteranno di uccidere più velocemente i nemici più grossi.

Il gioco si svolge su grandi aree affollate di nemici, fra cui dungeon, cave, miniere, boschi, e andremo avanti tramite le consuete quest dei giochi di ruolo classici. Si parte da missioni semplici, che cresceranno di difficoltà nonappena supereremo i primi livelli d’esperienza e andremo avanti nel corso dell’avventura. Al completamento di ogni quest ci verranno date delle ricompense, più o meno sostanziose in base alla difficoltà della missione. Quasi tutti i nemici abbattuti ci daranno un bottino di roba, o monete, che potremo raccogliere indisturbatamente, indossare oppure vendere agli NPC (personaggi non giocanti) venditori.

ASPETTO TECNICO

Sarò schietto: sono passati quattordici anni da quando i primi Baldur’s Gate dettavano legge nella categoria dei giochi di ruolo su PC. Ma quattordici anni sono tanti, anche per i capolavori. I PG su schermo saranno pixellosi senza misure, avranno animazioni rivoltanti, effetti sonori ridicoli, e in questo scenario dovremo cercare di immaginare scontri epici, e battaglie furiose.

Ma principalmente è proprio questo che rende Baldur’s Gate ancora speciale dopo tutti questi anni. La grafica del titolo di Beamdog risulta addirittura piacevole una volta che riusciremo ad entrare (con non poche difficoltà) nell’atmosfera dei Forgotten Realms, in cui siamo proprio noi stessi con la nostra fantasia a dare una connotazione più reale alle varie battaglie. Sinceramente non riuscirei ad immaginare un Baldur’s Gate con degli sfondi realizzati in maniera diversa rispetto a quelli riproposti oggi nella versione di Beamdog.

Non riuscirei a pensare un Baldur’s Gate con delle musiche diverse, realizzate divinamente dallo stesso Jeremy Soule che ha dato vita alle colonne sonore di classici come Skyrim, Guild Wars, Star Wars: Knights of the Old Republic, Metal Gear Solid: Peace Walker, Neverwinter Nights, Icewind Dale, Dungeon Siege. Non riuscirei a pensare un Baldur’s Gate con i PG che enunciano un “Fus-Ro-Dah” diverso da quello campionato in qualità bassissima riproposto nella versione di Beamdog.

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Diciamolo pure: aver riportato Baldur’s Gate in auge con una versione “Enhanced” è stata una mossa coraggioso per Beamdog, ma se avessero tentato di rivoluzionare in chiave moderna quello che è stato il capolavoro dei giochi di ruoli per non so quanti anni a seguire, sarebbe stato forse un passo più lungo della propria gamba per qualsiasi produttore di videogiochi al mondo, con qualsiasi budget a disposizione.

E allora ben vengano i “Fus-Ro-Dah” campionati in maniera disgustosa secondo i criteri delle tecnologie moderne, ben venga la grafica pixellosa, ben vengano le animazioni rivoltanti. Baldur’s Gate è stato questo in un’epoca in cui i PC probabilmente avevano meno potenza rispetto all’orologio digitale che abbiamo al polso (ho volutamente esagerato, lo ammetto), ed è così che lo dobbiamo ricordare. Un pixel in più, o un pixel in meno avrebbe spezzato la magia che forse negli ultimi quattordici anni i produttori di videogiochi hanno dimenticato di inserire nei loro titoli, a favore di grafiche mozzafiato, effetti in pixel shading, e tanta, tantissima freddezza gratuita.

CONCLUSIONI

Baldur’s Gate: Enhanced Edition è un titolo che non può assolutamente mancare nel novero delle applicazioni di ogni appassionato di giochi di ruolo che si rispetti su iPad. La riproposizione del gameplay del titolo originale di BioWare su dispositivi touch è un po’ infelice, e indubbiamente nei primi momenti il gioco risulta frustrante. Ma stiamo parlando di Baldur’s Gate, un gioco che ha una curva d’apprendimento decisamente piatta e costante, molto lenta rispetto alla totalità dei giochi presenti su piazza, non solo rispetto a quelli mobile.

La possibilità di mettere in pausa per pianificare l’azione aiuta anche in tal senso, permettendoci qualche errore in più, inevitabile senza un sistema di puntamento preciso come il mouse, e senza un cursore perennemente visibile su schermo. Il nuovo titolo di Beamdog, al momento in cui scriviamo la recensione, supporta la modalità multiplayer solo tramite l’immissione di un indirizzo IP conosciuto. Beamdog ha già dichiarato di essere al lavoro su una piattaforma online tramite la quale rintracciare nuove partite in cui mettere alla prova i nostri personalissimi personaggi contro altri realizzati da altri utenti.

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È presente inoltre una nuova avventura di oltre 6 ore, chiamata “Black Pit”, che può essere completata anche prima della trama originale, aggiungendo ulteriore longevità ad un titolo che vanta tranquillamente più di 100 ore di gameplay ininterrotto, morti escluse.

In definitiva Baldur’s Gate è, e sarà sempre un giocone, anche se lo riproponessero fra 100 anni farebbe probabilmente impallidire i titoli del periodo nonostante l’assoluta mancanza di effetti grafici superlativi o gameplay ultra-frenetico. La sua gargantuesca maestosità, e la sua incredibile complessità lo rendono una sorta di “enciclopedia vivente” dei Dungeons and Dragons, con cui potreste passare anche mesi prima di finirlo in tutte le sue salse, a differenza della pletora di applicazioni su AppStore, che con tutta probabilità dopo 2 ore hanno già dato tutto e stufato.

Di contro Baldur’s Gate non è un gioco per tutti. Molti utenti sono attratti dagli effetti speciali, altri da gameplay semplici e spensierati. Costoro farebbero meglio ad evitare un titolo del genere, perché assolutamente non adatto ai loro canoni. Del resto come biasimarli? Di certo iPad non è stato pensato per un genere di giochi così hardcore, ed i controlli possono risultare, come detto più volte, più che ostici in più di un’occasione.

Per tutti gli altri, per i nostalgici, e per quelli con qualche anno in più sulle spalle che sono cresciuti quando erano questi i giochi di ruolo su PC, questi possono essere gli 8,99€ meglio spesi su AppStore di tutta la loro vita. Non giudicate l’acquisto troppo frettolosamente però!

Baldur’s Gate: Enhanced Edition è disponibile su AppStore ed è compatibile con iPad. L’App richiede iOS 6.0 o successivi per il corretto funzionamento.

 

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