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Apple cambierà il settore dell’istruzione come ha fatto con la musica? | Riflessioni



Il 28 aprile 2003, in contemporanea con la versione 4 di iTunes, Apple rivoluzionò il mondo della musica con il lancio di iTunes Store, un negozio on-line per la vendita di musica digitale, video musicali e film. Quest’oggi tocca al settore “educational”, con il tentativo della azienda californiana di rivoluzionare il mercato dei libri di testo.

Il titolo non lascia dubbi: Apple ha intenzione di cambiare il settore editoriale dei libri, prima con “Edicola” con riviste e magazine, e ora con iBooks 2, versione aggiornata della nota App di Apple che permette ora anche l’apprendimento tramite iPad.

Ciò che dovrebbe spingere, secondo Apple, le scuole ad adottare questa nuova piattaforma, è la possibilità di avere libri portatili, duraturi, interattivi, e che offrono la possibilità di utilizzare la ricerca di determinate parole e di grandi contenuti.

Sicuramente l’introduzione delle nuove tecnologie in ambito scolastico permetterà un ulteriore aggiornamento di tale struttura, che attualmente, almeno in Italia, è ferma ad una situazione per molti aspetti datata. Non stiamo parlando di lavagne touchscreen, tra l’altro di dubbia utilità, o di altre diavolerie: grazie ad Apple, infatti, si potrebbe entrare di diritto in una scuola targata 2.0! L’interattività dei libri e la possibilità di non doversi più confrontare con uno strumento monouso e dal prezzo tutt’altro che basso, potrebbe dare una vera e propria svolta al modo in cui i giovani studiano e si rapportano con una quotidianità quale quella scolastica.

Tralasciando i fattori “ecologici”, comunque non meno importanti, possiamo pensare a quanto spazio e quanti volumi potremo evitare di comprare, rovinare, smarrire, evidenziare in modo indelebile e altro ancora! Una volta acquistato un libro di testo, infatti, potremo lavorare su di esso in moltissimi modi differenti! Inoltre, essendo parte del sistema “Match” di Apple, potremo riscaricarlo ogni volta che vorremo, su ogni nostro dispositivo! Sicuramente un gran risparmio per chi ha più di un figlio!

Potrebbero, però, esserci anche aspetti negativi in questa novità: primo fra tutti potrà essere considerato il fattore “distrazione” durante le lezioni. Questo è un elemento sicuramente degno di nota ma che, probabilmente, verrà gestito in modo tutt’altro che banale da Apple stessa. A Cupertino, come sappiamo, nulla è lasciato al caso e sicuramente anche questa eventualità è stata presa in considerazione.

Se però negli Stati Uniti sembra che la collettività possa essere propensa a questi tipi di cambiamenti, in Italia probabilmente sarà difficile vedere il “libro di testo universale” prima di un po’ di tempo. È proprio per questo che, secondo quanto detto anche nella descrizione dell’aggiornamento di iBooks, inizialmente il servizio sarà disponibile solo nei cinquanta stati americani, per poi espandersi una volta raggiunti gli accordi con le varie case editrici.

McGraw Hill è una delle prime ad essersi “lanciata” in questa nuova avventura con Apple e, vista la presenza anche in Italia di questa casa, SIAE permettendo, dovremmo poter vedere qualche libro di testo in un futuro non troppo lontano anche nel nostro Bel Paese.

Tra le varie novità di iBooks comuni a tutti i paesi, comunque, vi è la possibilità di visualizzare i libri in un formato completamente nuovo: numerose funzioni speciali tra cui la possibilità visualizzare immagini a tutto schermo, di abilitare visuali diverse, entrare nell’apparato da noi ricercato e studiarlo al meglio interagendo con esso. Cliccando su un termine si aprirà inoltre il dizionario, che ci fornirà tutte le definizioni sulla parola evidenziata.

Basteranno queste innovazioni a convincere le scuole italiane ad una eventuale adozione?  Come ben saprete, già qualche scuola italiana si è adeguata agli standard ideati da Cupertino ancor prima di questo evento. Ricorderete sicuramente il primo ingresso in una scuola italiana del fantastico iPad. Sebbene comunque questa novità possa fare gola a molti, bisogna comunque tenere sotto controllo l’aspetto economico della cosa: probabilmente all’inizio ci sarà una possibilità di adozione circoscritta alle sole scuole private, poichè finanziate indipendentemente dallo stato. Non è comunque da escludere che in futuro il governo decida di adottare l’iPad come strumento di studio.

Altra grande novità è sicuramente la facilità con cui creare un TextBook! Le case editrici, o chi sente di poter insegnare qualcosa, potranno semplicemente scaricare l’applicazione iBooks Author dal Mac AppStore  [Link iTunes]  e iniziare a utilizzare le varie funzioni. Il programma ha ottime opzioni di esportazione e quindi può essere utilizzato anche al di fuori del contesto di iBooks.

Un’altra funzione su cui Apple conta molto è “Study Cards“, ovvero uno strumento per i propri appunti e per l’evidenziazione dei concetti a noi fondamentali per tenere a mente le cose. Sottolineando parti di testo e scrivendo note, costruiremo dei veri e propri appunti che potremo poi consultare al momento della necessità!

Uno dei punti forti di questi TextBooks sarà il prezzo, l’azienda di Cupertino ha imposto un limite non oltrepassabile di 14,99 dollari a libro. Basti pensare che un libro cartaceo di scuola superiore ha un prezzo che si aggira sui 25/35 euro, il vantaggio è notevole. Anche bene il prezzo dovesse essere trasposto in Italia in proporzione 1:1, sicuramente gli studenti italiani avranno un notevole risparmio sulla spesa da affrontare.

Quest’oggi negli USA sono già stati rilasciati diversi titoli, il loro “peso” parte da 793MB fino a 2.77GB e, ovviamente, tutto dipende da diversi fattori come quantità di immagini e contenuti multimediali inseriti all’interno del libro.

Lo storage adatto per utilizzare l’iPad come “libro di testo” sarà probabilmente di 32/64 GB, visto lo spazio che occupa ogni singolo libro. Apple ha deciso di imporre un limite massimo di 2GB per libro agli autori, mostrandosi invece più flessibile soltanto nei riguardi degli editori con i quali ha stretto particolari accordi.

Sicuramente, infine, questa opzione potrebbe essere introdotta fin dalle scuole elementari: come non tutti probabilmente sapranno, sugli store di Apple sono presenti numerosi giochi istruttivi che, integrati con pubblicazioni più specifiche, potranno giovare nell’acquisizione dell’idea che iPad non sia solamente uno strumento ludico.

Oltre a ciò, Apple potrebbe introdurre, visto l’avvicinamento di iPad alla “questione didattica”, uno sconto educational o on campus per i propri tablet, in modo da facilitarne l’espansione.

Ovviamente, però, non ci resta che aspettare finchè modifiche di questo genere non inizieranno a prendere piede, negli USA prima, e in Italia (presumibilmente) poi.

Voi che ne pensate? iPad risulterà un ottimo compagno di studi?

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6 Commenti

  1. si, e la scuola italiana dove li trova i soldi per l’ipad??

  2. Assolutamente no, a meno che non trovino DAVVERO il sistema per blindare il device a tutto quello che non c’entra niente con i contenuti istruttivi. Ma vaa.. oltre ai soldi (problema ENORME) c’è anche da considerare la mentalità generale e un mucchio di altre cose. A mio parere potremmo forse vedere questi ipad per uso scolastico solamente in poche università private (come scritto nell’articolo) come la Bocconi, la Normale, la Cattolica, l’accademia del lusso e altre…

  3. Sono una mamma e sarei completamente d’accordo sull’uso dell’Ipad nelle scuole ma ho forti dubbi che in Italia ci di sappia adeguare. Meno spesa, io penso anche al peso sulle spalle dei ragazzi ( ma li averi visti alcuni bimbo alle elementari sotterrati dagli zaini?). Pensiamo anche a quanti alberi in meno verrebbero sradicati. Un passo da giganti! L’Italia ne sarà all’altezza? Secondo me ce ne passerà di tempo ma i giovani potrebbero già portarsi avanti se già hanno il loro IPad dimostrandone l’utilità nelle scuole e sperando nelle menti un po’ meno ristrette di alcuni proff. Speriamo di farcela!!!!

 

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